Born2code, Academy Groupama per programmatori di domani

A Roma l'evento finale dell'iniziativa che ha coinvolto 14 ragazzi

ROMA – Tre mesi per diventare professionisti del coding e dell’information tecnology. Per i quattordici talenti dell’Academy ‘born2code’ si è chiusa oggi l’avventura che li ha accompagnati nel mondo della programmazione. Un percorso formativo promosso da Groupama che, dopo il successo della prima edizione, torna per dare ai ragazzi competenze e strumenti per diventare sviluppatori web e mobile. Questa mattina l’innovativo hub LVenture di Roma, dove si sono svolti i corsi, ha ospitato la cerimonia di chiusura dell’Academy.

Questa festa è la fine di un inizio– ha commentato Pierre Cordier, amministratore delegato e direttore generale di Groupama Assicurazioni- dopo l’edizione 2017, il 95% dei ragazzi ha trovato un impiego“. “Quest’anno, i 14 giovani sono stati formati su diverse tecnologie di coding con un approccio molto pratico e operativo– ha proseguito Cordier, intervistato dall’agenzia Dire- Spesso il lavoro di squadra eèun aspetto che nell’ambiente scolastico rimane indietro, mentre qui i ragazzi vengono inseriti in una situazione reale di lavoro aziendale“.

Età media 25 anni, provenienti dall’Italia e dall’estero, i giovani selezionati sono stati scelti tra 140 candidati. “Tre mesi intensi in cui siamo stati impegnati dalla mattina alla sera- ha raccontato Mario, 29 anni- ma è stata un’esperienza stimolante, in un ambiente innovativo e giovanile”. Il corso è appena finito, ma i ragazzi hanno già iniziato a mandare curriculum, con la certezza che potranno “scegliere dove andare”, come ha affermato Mario.

“Mai come oggi dobbiamo investire nei giovani, che sono il nostro futuro- ha sottolineato Maria Bianca Farina, presidente di Ania- dobbiamo far sì che i ragazzi siano in grado di affrontare le sfide di un sistema produttivo in trasformazione, e l’innovazione è la risposta più appropriata ai cambiamenti in atto”. Un’innovazione che deve partire anche dalla mentalità, spesso ancora vittima dei pregiudizi, come quelli di genere.

“Il settore dell’informatica non parla al femminile a causa di un vecchio stereotipo di genere- ha spiegato Chiara Russo, di Codemotion- ma bisogna lavorare già dalle elementari per avvicinare le ragazze alla tecnologia e alle discipline stem”. Anche perché “è un mondo aperto a tutti che non conosce discriminazione di genere- ha commentato Chiara, una tra le giovani partecipanti dell’Academy- per me è stata una bellissima esperienza, e ora spero di continuare a lavorare in questo settore”.

Tra i partner del progetto, anche il museo nazionale Maxxi, per dimostrare che arte e tecnologia non sono in contraddizione. Per Pietro Barrera, segretario generale Maxxi, “la professionalità artistica e quella tecnica si possono incontrare”. Il Museo nazionale delle arti del XXI Secolo, che si trova a Roma, entro l’estate del prossimo anno aprirà una sede a L’Aquila, all’interno di un edificio settecentesco semidistrutto dal terremoto e ricostruito.

“L’Aquila è un luogo in cui la bellezza sta tornando- ha aggiunto Barrera- ed è l’esempio di una città sede di cultura ma anche innovazione”. Ripartire, quindi, dalle idee dei giovani, per dare forma ad un domani ricco di opportunità. 

2019-04-12T17:47:09+02:00