Contrasto analfabetismo funzionale parte dai banchi

Il contrasto all’analfabetismo funzionale parte dai banchi

Presentata la nuova edizione del concorso 'Rileggiamo l'articolo 3 della Costituzione'
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ROMA – Quanti sono gli stranieri in Italia? Secondo l’opinione dei cittadini, il 25%, ma in realtà non superano il 7%. Gli incidenti sul lavoro sono più pericolosi dei rom, ma anche in questo caso la percezione è opposta. Sono solo alcuni dei casi che spiegano quanto la narrazione mediatica sia distante dalla realtà, e quanto sia difficile per chi ha meno strumenti orientarsi nel caos dell’informazione quotidiana.

L’analfabetismo funzionale è il tema su cui dovranno riflettere i ragazzi di 128 scuole che quest’anno parteciperanno al concorso ‘Rileggiamo l’articolo 3 della Costituzione’, promosso dall’associazione italiana costituzionalisti, assieme all’associazione Articolo 21, Fnsi, Miur, Rai e Ordine dei giornalisti.

“Siamo tutti uguali, ma solo sulla carta. Senza il diritto di sapere, di conoscere e capire la realtà, non può esserci uguaglianza- ha commentato Gaetano Silvestri, presidente dell’associazione italiana costituzionalisti, che ha introdotto cosi’ ai ragazzi la nuova edizione del concorso, presentato questa mattina nell’aula magna dell’istituto Mamiani di Roma- Diffidate dal demone della semplificazione, soprattutto nella complessità del presente- ha aggiunto- bisogna dare a ciascuno strumenti per capire il mondo che li circonda. Oggi esprimere la propria opinione è prioritario rispetto ad informarsi, ma solo dopo aver studiato e capito abbiamo la possibilità di essere veramente liberi”.

Secondo i dati Ocse, il problema dell’analfabetismo funzionale investe oggi oltre 15 milioni di italiani adulti; una vera e propria piaga sociale che “i giovani devono prendere in carico- ha detto all’agenzia Dire Renato Parascandolo, coordinatore del concorso- Si è consapevoli di essere poveri, della propria miseria, ma non della propria ignoranza, che anzi spesso genera arroganza”.

Confusi da sovraccarico informativo, fake news e demagogia, troppo spesso i cittadini si perdono nelle reti della disinformazione, e il rischio è alto anche per i ragazzi. “Una democrazia ha bisogno di una platea di giovani cittadini che siano vigili e informati” ha aggiunto l’avvocato Iside Castagnola, del Comitato media e minori del Mise- e bisogna proteggerli soprattutto formandoli”.

Educare alla conoscenza, quindi, ma anche alla difesa della diversità e alla tutela dei diritti. “L’analfabetismo si basa sull’assenza di memoria- aggiunge in conclusione Giuseppe Giulietti, presidente Fnsi- siate originali, siate estremisti nel difendere i valori fondanti, non siate indifferenti, tutti noi siamo responsabili e tutti noi possiamo cambiare le cose”.

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