Giovani milanesi fanno rivivere resistenza partigiana su grande schermo

Giovani milanesi fanno rivivere resistenza partigiana su grande schermo

Otto cortometraggi realizzati interamente da ragazzi nell'ambito del progetto su cinema e memoria
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ROMA – “Abbiamo realizzato dei sogni con questi ragazzi. I loro e i nostri e speriamo che siano anche i vostri”. Così Gabriele Masiello della ‘Società cinematografica milanese’, al palazzo del cinema Anteo di Milano, ha aperto l’evento di presentazione degli otto cortometraggi realizzati dagli studenti delle scuole milanesi che hanno aderito a un progetto di cinema e memoria promosso dalla ‘Società cinematografica milanese’ insieme ad ANPI e municipio 1 di Milano.
 
‘Luoghi della resistenza’ è il nome del progetto che ha l’obiettivo di proteggere i valori fondativi di ANPI e dell’antifascismo, tramandando con i cortometraggi e con l’intero sviluppo dei singoli progetti la collaborazione, il rispetto delle diversità e la preservazione della memoria. “Pace, solidarietà e accoglienza sono i valori della resistenza- ha infatti commentato Roberto Cenati presidente provinciale di ANPI- si sta avvicinando il 25 aprile e voglio ricordare questi valori. E poi la libertà. Quella di cui parlavano i partigiani condannati a morte. La mia vita conta se intesa come una vita spesa per il bene comune, dicevano. Oggi c’è ancora molto contro cui resistere in questa società che sembra sopita, innanzitutto il razzismo e la xenofobia”. Perciò, ha aggiunto Cenati “abbiamo subito patrocinato questo progetto straordinario, perché si partiva dai ragazzi. In questi due anni abbiamo condiviso molte storie della resistenza partigiana coi ragazzi che sono venuti a trovarci in sede. La cosa meravigliosa è che studiando in questo modo i ragazzi si sono impossessati di questa storia e l’hanno fatta propria”, ha concluso Cenati.
In linea con il presidente provinciale di ANPI anche Luca Foschi, assessore del municipio 1 di Milano, che ha sottolineato l’efficacia del progetto proprio dal punto di vista didattico e formativo, per poi aggiungere come questo percorso sia stato per i ragazzi “una opportunità per conoscere alcune professioni come scenografo o costumista o produttore. Per questo- ha promesso Foschi- siamo a disposizione per continuare questo percorso insieme”.
 
Cinema, storia, memoria e arte dunque; una docente del liceo ‘Tenca’, chiamata a sorpresa sul palco, ha messo l’accento proprio su quanto sia importante “lavorare con la creatività a scuola coi ragazzi”. “L’arte noi la vediamo come uno scudo che ci permette di filtrare la realtà e conoscere il mondo intorno a noi” ha sottolineato una studentessa del liceo Manzoni che ha lavorato a uno degli otto cortometraggi.
Al termine della serata Giorgio Arnaldo Massari, fondatore della ‘Società cinematografica milanese’ ha concluso ringraziando i presenti: “siete troppi,- ha detto ad un pubblico numeroso oltre le aspettative- buon 25 aprile a tutti, perchè l’Italia quel giorno è stata liberata e noi dobbiamo ricordare e festeggiare”.

 

I CORTOMETRAGGI
Sono stati gli studenti de licei ‘Manzoni’, ‘Parini’, ‘Tenca’, ‘Berchet’, ‘Leonardo’, ‘Severi’, ‘Vittorini’- con il supporto dei professionisti della ‘Società cinematografica milanese’ guidata da Giorgio Massari- a realizzare gli otto cortometraggi su memoria e resistenza antifascista.
‘Passato e presente’ è una intervista a Moni Ovadia, scrittore e regista di origine ebraica, in cui i ragazzi gli rivolgono domande sulla memoria: “La memoria riguarda il futuro, non il passato- risponde Moni Ovadia- serve a costruire la società secondo le scelte dei cittadini dell’oggi. Ha senso solo se opera per costruire una società di giustizia”.

‘Biciclette’, invece, è una intervista a Laura Francesca Fabbri Wronowski, nipote di Giacomo Matteotti e staffetta partigiana a Milano durante la resistenza; ai ragazzi consegna questo messaggio: “La mia generazione vi ha regalato una cosa importantissima: la democrazia. Si è fatto tutto per coraggio e dignità personale”.

‘Testimoni’ è un corto curato da un gruppo di studenti trasversale a più scuole e mette in scena il momento in cui una ragazza legge una lettera che scopre esserle stata scritta dal nonno partigiano. Dalla lettura di questo testamento spirituale nasce nella ragazza la voglia di studiare e documentarsi.

In ‘Fiaba’ c’è ancora una nonna che racconta a suo nipote la storia del fascismo in Italia e la lotta per la libertà, dopo averlo portato ai piedi del monumento in ricordo della lotta partigiana in piazzale Loreto a Milano.
‘La scelta’, l’unico in bianco e nero e con un finale a sorpresa di grande tensione, mette in scena momenti drammatici della liberazione in cui le forze partigiane stanano militari dell’esercito fascista durante la fuga.
‘Arena’, ambientato all’arena di Milano, affianca presente e passato. Una ragazza che corre per allenarsi proprio là dove, durante il fascismo, i partigiani catturati venivano fucilati.
‘Lettere’, come dal titolo, rappresenta le missive dei partigiani e le fa rivivere negli occhi di ragazzi e ragazze di oggi. “Viva l’Italia libera e martoriata”, dice la voce fuori campo, prima che appaia sullo schermo il volto sorridente di Angelo Massari, partigiano sopravvissuto.
‘Impronte’, infine, immagina un giovane partigiano che gira per le strade della Milano odierna; viaggia sui tram, incrocia sguardi di persone che non lo possono vedere e ricorda allo spettatore perché ha lottato per liberare Milano: perchè gli italiani diventassero “cittadini del mondo” e perché “la libertà non è un dono ma una conquista”.

 
Intervista a Elisa e Francesco: “Dopo il progetto lavoriamo nel cinema e nella pubblicità”
 Durante la serata al palazzo del cinema Anteo, alcuni ragazzi hanno spiegato al pubblico che, dopo avere partecipato al progetto della società cinematografica milanese negli anni della scuola, hanno avuto la possibilità di iniziare a lavorare su set cinematografici anche per grandi aziende. Diregiovani.it ne ha incontrati due, Elisa e Francesco. A loro abbiamo chiesto di raccontarci il loro percorso professionale sino ad ora e cosa in particolare abbiano apprezzato del percorso su cinema e memoria a cui ancora stanno partecipando, chi come giovane producer chi come studente.
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