Kickboxing, il campione mondiale: "Non è disciplina violenta, insegna regole"

Kickboxing, il campione mondiale: “Non è disciplina violenta, insegna regole”

Intervista a Emanuele Tetti Menichelli
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ROMA – “La Kickboxing, le arti marziali, la lotta e in generale tutti gli sport da combattimento, dovrebbero essere introdotti nelle scuole, perché ti insegnano la disciplina, il rispetto per il maestro, per i compagni di allenamento e gli avversari”.

Emanuele Tetti Menichelli, dieci giorni fa, ha vinto il titolo mondiale della WKN (World Kickboxing Network) di K1 rules nella categoria 53,5 chilogrammi, battendo il campione di Spagna Samuel Babayan. Un successo ottenuto ai punti sulla distanza di cinque riprese da tre minuti.

“Ho cominciato a praticare la Kickboxing all’età di sei anni e dico che non è uno sport violento, la violenza c’è quando non ci sono regole. In palestra da noi, alla PKT di Genzano, ci sono dei corsi dedicati anche ai bambini di cinque anni e si chiama ‘Gioco sport’, tramite delle attività ludiche si spiegano tutte le attività e gli schemi motori base e vedono anche qualche principio della Kickboxing. Ora io dovrò difendere questo titolo- ha proseguito Emanuele- e spero di vincere i titoli nelle altre due federazioni, Wako Pro e Iska, ma il mio sogno è combattere al K1 Japan che è il torneo più importante della mia categoria e dove sono cresciuti i grandi campioni”.

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