A Roma il primo festival dell'animazione educativa

A Roma il primo festival dell’animazione educativa

Al Maxxi la premiazione del concorso 'School in Motion'
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ROMA – Può, un cartone animato, spiegare la complessità dei calcoli matematici, l’orrore della Shoa e la magia di un’opera d’arte? ‘School in Motion’, il primo festival dedicato alla didattica animata, dimostra che è possibile. Attraverso la chiarezza delle immagini, infatti, il linguaggio dell’animazione contribuisce ad attivare i processi cognitivi degli alunni, e a comunicare cultura in modo più vario e stimolante.

Questa mattina il museo Maxxi di Roma ha ospitato la premiazione dell’iniziativa, realizzata nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola e promossa da Miur e Mibac con il patrocinio della Regione Lazio e del Comune di Roma. Tra le 40 produzioni internazionali, la giuria di esperti ha decretato come vincitore ‘Fears’, corto animato sul tema della paura, mentre il voto dei ragazzi in sala è andato a ‘Mr indifferent’, film iraniano che ha colpito i giovani per il messaggio di umanità verso il prossimo. “È quello che mi ha emozionata più di tutti- afferma Alessia- ti porta ad avere speranza verso il prossimo”.

Rivolti a ragazzi tra gli 11 e i 14 anni, i documentari animati possono diventare didattica alternativa da proiettare nelle aule. “I linguaggi di animazione sono brevi e chiari, e possono essere strumenti molto importanti a livello didattico- ha commentato in apertura Antonello Capra, insegnante di matematica alle scuole medie e ideatore dell’iniziativa- l’idea è quella di imparare divertendosi, perché l’animazione stimola la curiosità e la motivazione dei ragazzi”.

Così Dante, Mussolini e Monet diventano un cartoon per far capire ai ragazzi cosa sono la Divina Commedia, il fascismo, e l’impressionismo. “All’inizio, quando mi hanno parlato di un cartoon, ero diffidente, ma poi ne ho capito il grande potenziale- ha spiegato Liliana Bucci, sopravvissuta alla shoah e protagonista del film di animazione ‘La stella di Andra e Tati’, che ripercorre le vicende della sua deportazione a Birkenau- quanto ho visto le prime immagini del trailer non sono riuscita a trattenere la commozione, è stata una forte emozione”.

Per Benedetta ed Elisa, 13 anni, questo metodo funziona. “Ci sentiamo più coinvolte e stimolate. Rispetto a sentire una semplice spiegazione, vedere un filmato aiuta a memorizzare e non annoiarti”. Per loro il corto più interessante è stato quello dedicato al celebre allenatore del Bologna Arpad Weisz, che si è aggiudicato il secondo premio. “Non conoscevo questa storia- aggiunge Maria Chiara- mi chiedo come sia possibile che un uomo prima adorato sia stato poi deportato e dimenticato”. Diego, invece, ha preferito il cartoon sulla Divina Commedia “Vedere un libro trasformarsi in una storia animata mi ha fatto capire meglio la storia di Dante”. 

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