L'arte per rompere tabù sul virus dell'Hiv

L’arte per rompere tabù sul virus dell’Hiv

Il progetto di design e sensibilizzazione ideato dal giovane artista Dori Hazan
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MILANO – L’arte al servizio della salute. È il senso più profondo di ‘OUTHIV’, un progetto che unisce arte pop e design a una attenta ricerca di materiali e significati simbolici per trasmettere un messaggio di sensibilizzazione molto chiaro: il virus dell’Hiv può ancora essere contratto e quindi bisogna proteggersi, ma può essere curato e soprattutto bisogna continuare a parlarne.

‘OUTHIV’ è però innanzitutto un oggetto artistico, una lampada in silicone di forma fallica, disegnata e realizzata da Dori Hazan, giovane designer israeliano trapiantato a Milano, dove ha studiato fino alla laurea in ‘Design del prodotto industriale’ al Politecnico. Dori Hazan, che non nasconde la sua appartenenza alla comunita’ LGBTQ, non nasconde nemmeno la natura irriverente della sua opera. Anzi, rivendica tutto per farne la sua cifra distintiva, consapevole che un oggetto con tale forma non può che far parlare:

“Con questo progetto, che porto avanti con il mio migliore amico, la drag queen Judy LaDivina- spiega Dori Hazan alla Dire– vogliamo rompere i tabù e i pregiudizi associati al virus dell’Hiv. Crediamo nella capacità dell’arte di plasmare la coscienza a livello politico e sociale. Perciò OUTHIV propone, in modo colorato e divertente, una nuova narrativa alla storia della vita con e vicino all’Hiv. Le principali ambizioni di questo progetto sono rendere l’argomento comprensibile e non angosciante, sostituendo le opinioni stigmatizzanti con fatti concreti e abbracciando i portatori di Hiv nelle nostre comunità”.

Non si tratta quindi di una provocazione artistica fine a se stessa, ci tiene a chiarire l’artista. C’è, invece, nelle sue intenzioni, un risvolto culturale: il desiderio di alimentare il dibattito sulla prevenzione del virus dell’Hiv e al contempo far sì che nessun portatore del virus possa sentirsi più isolato, contrariamente a quanto accaduto in passato, quando la conoscenza medica sul virus non era adeguata e le credenze popolari sul tema dominavano l’opinione pubblica.

Secondo dati recenti dell’Istituto superiore di sanità, l’Italia, sebbene l’incidenza di Aids negli ultimi tre anni sia in lieve costante diminuzione, è il secondo paese per casi di Hiv fra quelli dell’Europa occidentale. Attualmente sono tra le 125mila e le 130mila le persone che in Italia convivono con l’Hiv, e sono prevalentemente uomini tra i 25 e 29 anni. Stigma e discriminazione costituiscono ancora barriere sociali che spesso ostacolano l’accesso alla prevenzione e alla cura ai più vulnerabili e alle donne, il cui diritto alla salute dunque non sempre è garantito, soprattutto nei paesi con scarse risorse.

“La lampada sarà venduta esclusivamente online per garantire un prezzo sostenibile finalizzato a dare supporto alla ricerca ed alla campagna di sensibilizzazione sull’Hiv- prosegue Dori Hazan– Inoltre, Judy LaDivina ospiterà in tutto il mondo spettacoli e serate di gala a tema OUTHIV. Ogni evento sarà l’occasione per stimolare una discussione costruttiva sul tema mentre facciamo ciò che sappiamo fare meglio: celebrare la cultura e l’arte queer. Ogni anno infatti- conclude Hazan– OUTHIV organizzerà l’evento ‘Golden Balls’ durante il quale verrà destinata, ad uno o più artisti positivi all’Hiv e selezionati da una giuria di esperti, una borsa di studio ricavata da una percentuale delle vendite della lampada”.

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