In barca fin da piccoli per imparare a cavarsela da soli e in gruppo

In barca fin da piccoli per imparare a cavarsela da soli e in gruppo

Intervista ad Angela Cattaneo, vicepresidente della federazione italiana vela
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ROMA – “Lo sport della vela è molto formativo, perché crea una sorta di autoregolamentazione, si impara a decidere da soli, bisogna prendersi cura della propria barca e sviluppa il senso di responsabilità”. Angela Cattaneo, vicepresidente della federazione italiana vela per la zona 4 della Regione Lazio, non ha dubbi sul valore educativo che, questa disciplina sportiva, può avere su bambini e ragazzi.

“In barca non ci sono capricci, il giovane non può decidere di scendere quando vuole e deve saper tornare autonomamente a riva, in qualsiasi condizione climatica- ha dichiarato Angela Cattaneo- chiaramente sempre sotto la sorveglianza di gommoni e di assistenti, però il ragazzo deve imparare che esce e rientra da solo. Lo sport della vela viene considerato erroneamente uno sport d’élite, è estremamente educativo ma poco conosciuto sotto questo punto di vista. Noi vediamo- ha proseguito- bambini che cominciano a praticare vela all’età di sei anni, con grande sicurezza e autosufficienza, non hanno paura delle condizioni meteo e si affacciano all’acqua con estrema naturalezza. Il bambino in barca si orienta con il vento in maniera strepitosa, senza aver bisogno di grandi indicazioni”.

In questi anni inoltre la Fiv, in collaborazione con il Miur, sta portando avanti il progetto ‘Velascuola’, che consente a questo sport di entrare nelle classi durante l’orario curriculare. Si svolge attività teorica in aula e pratica in acqua, curata attraverso i circoli velici affiliati alla Federvela. Il principale obiettivo del progetto consiste nello sviluppo di una cultura nautica tra gli alunni.

Per il raggiungimento di tale obiettivo si passa attraverso quattro fasi: la scoperta e la ricerca, attraverso le materie scolastiche, della cultura sportivo-marinara; l’instaurazione di corretti modelli di vita sportiva; lo sviluppo di una sana coscienza ambientale e l’acquisizione di conoscenze e di abilità, che costituiranno la base di future professionalità. Ogni anno sono circa quarantamila gli studenti che vivono questa esperienza con la federazione italiana vela. 

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