Roma, al liceo 'Nomentano' la scrittrice Nadia Terranova ricorda Leogrande

Roma, al liceo ‘Nomentano’ la scrittrice Nadia Terranova ricorda Leogrande

L'incontro nell'anniversario della nascita dello scrittore scomparso prematuramente
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ROMA – Far rivivere l’inestimabile insegnamento di Alessandro Leogrande, nell’anniversario della sua nascita, a partire dalle profonde e attualissime riflessioni che nascono dalla lettura collettiva delle sue opere. È l’obiettivo dell’incontro di questa mattina al Liceo ‘Nomentano’ di Roma, con la partecipazione di Nadia Terranova, scrittrice e amica del giornalista prematuramente scomparso, nell’ambito dell’iniziativa nazionale ‘100 scuole per Alessandro Leogrande’, promossa dalla casa editrice Feltrinelli.

Due classi dell’istituto, che hanno lavorato durante l’anno scolastico su due testi di Leogrande, ‘Uomini e Caporali’ e ‘La Frontiera’, si sono riunite nella biblioteca della scuola su iniziativa della professoressa Silvia Vitucci, che ha introdotto l’incontro: “Ciò che mi ha colpito di più quando ho letto le opere di Leogrande è stata la grande precisione della sua scrittura e della ricostruzione dei fatti che analizza, ma anche la capacita’ di legare la storia ‘piccola’, personale e aneddotica, alla storia ‘grande’, collettiva, con la ‘S’ maiuscola”.

“Quando invece ho avuto il piacere di sentirlo parlare, proprio in questo istituto nel 2008- ha proseguito la professoressa- sono stata sorpresa dalla sua umiltà, immediatezza e facilità nella comunicazione, che hanno spinto molti studenti che di solito non intervengono ad alzare la mano e prendere la parola”.

Nadia Terranova, prima di lasciare la parola agli interventi dei ragazzi, ha letto alcuni passaggi del libro ‘Venne alla spiaggia un assassino’ di Elena Stancanelli, che racconta del suo viaggio a bordo della Ong ‘Mediterranea’. Con Alessandro Leogrande la scrittrice aveva ideato un progetto, tuttora in corso e intitolato anch’esso ‘La Frontiera’, per costruire un tavolo ‘migrante’ con lo scopo di mettere in discussione la narrazione ufficiale delle migrazioni, ripartendo innanzitutto dall’analisi del linguaggio.

“Questo accade perché i libri di Alessandro Leogrande sono una fonte inesauribile di riflessione- ha spiegato Nadia Terranova- sono capaci di dare origine ad altri libri e discorsi, proprio perché continuano a far sorgere domande importanti su cui confrontarsi, vi sprono quindi a far diventare veramente virali questi testi”.

Il tema delle migrazioni è il primo su cui sono intervenuti gli studenti e le studentesse presenti, che si sono detti profondamente toccati e sorpresi da ‘La Frontiera’. “Il libro mi ha particolarmente colpito perché affronta la questione delle migrazioni in un’ottica originale, a partire dalle singole storie di queste persone; ciò che più mi ha sconvolto è il tema della giovinezza che finisce prematuramente e della cecità rispetto al dolore degli altri”, ha detto una studentessa prima di leggere un passaggio del libro.

È  poi intervenuta un’altra ragazza sottolineando che “Leogrande riesce a entrare veramente in empatia con i migranti, a differenza delle cronache giornaliere che ne parlano come di un insieme di cifre e corpi anonimi”. “Condivido pienamente le vostre riflessioni- ha risposto ai ragazzi Nadia Terranova- i libri di Leogrande sono romanzi della realtà, che mettono al centro la ricostruzione di fatti tragici e reali, ma con una cornice narrativa che permette di coinvolgere il lettore in modo appassionato; partendo dall’analisi di fatti molto concreti la sua scrittura riesce a condurci a considerazioni generali, quasi filosofiche, sul dolore, l’ingiustizia e la violenza”.

Proprio per questo, secondo la scrittrice, si tratta di opere capaci di cambiare il modo di pensare anche di chi ha un punto di vista opposto sulla questione migratoria, perché “non sono libri che partono da un’ideologia astratta, ma da storie di vita che non possono lasciare indifferenti- ha concluso la Terranova- le sue parole sono veramente delle armi in grado di smontare qualsiasi slogan vuoto e razzista; è perciò indispensabile farle rivivere oggi più che mai”. 

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