Giuliano (Miur): "Ripartire dal passato per capire il presente"

Giuliano (Miur): “Ripartire dal passato per capire il presente”

Presentati oggi al Miur 'Laboratori per la didattica della storia'
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ROMA – “Studiare la storia permette di interrogare il passato senza preconcetti, per capire cosa c’è alle nostre spalle e guardare al futuro con consapevolezza”. Così Salvatore Giuliano, sottosegretario del ministero dell’istruzione, inaugura la presentazione dei ‘Laboratori per la didattica della storia’ rimettendo al centro della formazione l’insegnamento del passato. Un tema tornato di attualità a seguito del caso di cronaca che ha coinvolto la professoressa palermitana Rosa Maria Dell’Aria e in vista dell’esame di Stato, che quest’anno per la prima volta non vedrà il tema storico tra le tracce della prima prova.

“La storia non sarà esclusa dagli esami- ha sottolineato Giuliano questa mattina nella sala Aldo Moro del Miur, a Roma- ma dobbiamo riflettere sulle modalità con cui viene insegnata. La scuola nella società deve essere un luogo in cui si riflette e ci si confronta, avendo come obiettivo principale quello di far appassionare gli studenti. Anche utilizzando le tecnologie e creando ambienti immersivi, perché la storia attiva competenze trasversali fondamentali per muoversi in una società così complessa”.

Nasce da questa esigenza la scelta di attivare dei corsi di formazione rivolti a docenti delle scuole superiori e curati dalla Scuola storica nazionale di studi medievali, annessa all’Istituto Storico italiano per il Medioevo. A partire dall’anno scolastico 2019/2020, i docenti di storia avranno la possibilità di frequentare, gratuitamente, corsi di didattica della storia incentrati sul Medioevo, il “settore in cui c’è più bisogno di un approccio diverso”, ha commentato Massimo Miglio, presidente dell’Istituto storico italiano per il Medioevo.

“Non basta una traccia di storia nei temi per risolvere il problema della presenza della storia- ha continuato Miglio- dobbiamo cambiare l’approccio alla nostra società”. I laboratori tenderanno a privilegiare l’analisi delle fonti storiche e dei testi storiografici. “La storia e lo studio in generale sono la risposta alla caduta morale del nostro paese, davanti la quale questo lavoro diventa difficile- ha aggiunto il professor Franco Cardini- La storia non e’ una scienza esatta ma ha come oggetto la ricostruzione del vero, che deve partire dalle fonti, ovvero qualunque prodotto della vita umana che arriva fino a noi”.

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