Genova, l'istituto Canepari contro lo spreco alimentare

Genova, l’istituto Canepari contro lo spreco alimentare

Il progetto educativo promosso da Legambiente Liguria e comune di Genova
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GENOVA – “È importante non sprecare il cibo perché ci sono persone che muoiono di fame”, racconta Pietro che spiega: “se noi continuiamo a sprecare il cibo finiremo col diventare tutti poveri”, lo incalza Nicola “si spreca quando si ha il frigo pieno e si va in vacanza e si lascia scadere tutto”. Chiara dice di avere imparato divertendosi e ammette: “un frutto anche se non è tanto bello lo mangio lo stesso” e ancora “non bisogna dare giudizi sui cibi senza averli prima assaggiati!”.

A parlare sono gli alunni dell’Istituto Canepari di Genova che hanno partecipato al progetto ‘FaRCoSA – Fare Rete Contro lo Spreco Alimentare’. Un’attività dell’inizaitiva FORCE che Legambiente Liguria ha realizzato in collaborazione con il comune di Genova. Lo scopo dell’associazione ambientalista e delle istituzioni genovesi è stato quello di sensibilizzare le famiglie contro lo spreco alimentare, un problema sempre piu’ grave dal momento che in Italia in un solo anno una persona getta nella spazzatura 149 chili di cibo.

“Il 42% dello spreco alimentare avviene tra le mura domestiche- spiega Alice Micchini, responsabile progetto di Legambiente- per questo abbiamo pensato di proporre un laboratorio didattico che coinvolgesse i bambini e, tramite loro, anche le famiglie che li aiutano a tenere un ‘Diario dello spreco’ per due settimane e di raccontarlo attraverso un video dove i protagonisti sono gli alunni della V classe dell’istituto primario Canepa di Genova Crevari”.

Il progetto ‘FORCE – FaRCoSA’ si è sviluppato attraverso una serie di laboratori, e ha coinvolto oltre 1600 persone tra adulti e bambini. Tra le altre attività sono state realizzate iniziative di alternanza scuola lavoro, la produzione di brochure, fumetti, materiali divulgativi distribuiti agli info point in giro per la città e sui social.

“Ai miei genitori insegnerò a non sprecare più per non rovinare l’ambiente”, ha scritto Pietro nel suo ‘Diario dello spreco’. A cosa serve lo spiega Lucia: “sul primo foglio si scrive il proprio nome e cognome e poi per ogni giorno della settimana sono segnati tutti i pasti e con i genitori bisogna scrivere quello che si e’ sprecato. Alla fine della settimana si guardano le pagine e ci si rende conto di quello che si è sprecato: se si è stati bravi, sorride, ci sono solo pagine bianche”.

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