Coming out e outing: essere o non essere.

Coming out e outing: essere o non essere.

Queste espressioni appartengono di certo allo stesso campo semantico e sono utilizzate per parlare di temi e di eventi che riguardano la pluralità di generi e il mondo omossessuale, ma spesso vengono utilizzate nel modo sbagliato; infatti Outing e Coming out non sono sinonimi: tra queste espressioni sussistono delle differenze che occorre chiarire non solo per avere una maggiore proprietà di linguaggio in una lingua – l’inglese – che non è la nostra ma anche per definire in modo esatto e pregnante situazioni diverse di cui, sempre più spesso, veniamo a conoscenza dalla TV e dal web ma che, altrettanto frequentemente viviamo anche nella nostra quotidianità.

Con il termine “Coming out”, ci si riferisce al processo attraverso cui le persone gay, lesbiche e bisessuali scelgono di rivelare il proprio orientamento sessuale alle altre persone, amici, familiari, colleghi di lavoro, ecc. Esso non va confuso con il termine “Outing”, utilizzato invece per identificare il processo attraverso cui una persona comunica a qualcuno l’orientamento sessuale di qualcun altro. L’espressione “coming out” deriva da un’espressione inglese più lunga, “coming out of the closet”, che letteralmente significa “uscire dall’armadio”, “uscire allo scoperto”.

Molte persone faticano a identificarsi come omosessuali, prima di tutto con se stesse, per i pregiudizi omofobici della società. Per questo motivo, si può dire che il primo coming out è quello che si fa verso se stessi, senza il quale non sarebbero possibili tutti gli altri coming out “esterni”.
È un processo che nasce a partire da una presa di consapevolezza circa le proprie emozioni, la propria attrazione verso una persona del proprio stesso sesso. Fare coming out, quindi, non vuol dire esclusivamente intraprendere un processo di comunicazione esteriore, ma significa affermare profondamente la propria identità, in primis a se stessi, e successivamente agli altri significativi.

Alcuni scelgono di non dirlo, per paura dell’isolamento sociale. Le modalità di svelamento di sé, cambieranno man mano che la persona prenderà consapevolezza e accetterà la propria identità sessuale. Con il tempo, sarà sempre meno necessaria una comunicazione esplicita, tipica invece dei primi coming out con gli amici e in famiglia, in cui solitamente un ragazzo o una ragazza prende l’amico, l’amica o il genitore da parte.

L’outing, invece, come abbiamo già scritto prima,è una dichiarazione pubblica dove qualcuno rende nota l’omosessualità di qualcun altro. Questa pratica, che a prima vista potrebbe esser ritenuta degna di biasimo, fu messa in atto all’inizio degli anni Novanta dal giornalista statunitense Michelangelo Signorile che la utilizzò come strumento di lotta politica e di difesa personale contro quei personaggi che pubblicamente perseguitavano in modo particolarmente veemente l’omosessualità e gli omosessuali mentre in privato praticavano loro stessi comportamenti omosessuali.

Allo stesso modo, anche oggi dichiarare in pubblico l’omosessualità di qualcuno serve per denunciare in modo altrettanto pubblico l’ipocrisia di chi a parole si considera morigeratamente eterosessuale mentre nel privato vive la condizione dell’omosessuale frustrato e represso.

Lo sapevi che…

L’idea di dichiararsi e di rivelare la propria omosessualità al mondo esterno risale a Karl Heinrich Ulrichs (1825-1895) uno scrittore, poeta e giurista tedesco ritenuto tra i pionieri del movimento di liberazione omosessuale.

Esempi celebri di Coming Out sono Elton John, che alla fine degli anni ‘70, dopo esser stato sposato, rivelò la propria bisessualità in un’intervista e poi anche George Micheal, Ricky Martin e, in Italia, Tiziano Ferro.

Un caso recente di Outing, in Italia, è quello di Albano Carrisi che, pochi anni fa, ha pubblicamente dichiarato l’omosessualità di Paolo Limiti, in un programma che andò in onda su Rai Uno.

Dubbi e domande…
Anonima, 18 anni
Ho scoperto di essere omosessuale… mi piacciono le ragazze…
Luigi, 18 anni
Credo di essere attratto da ragazzi del mio stesso sesso…


Nel film Milk il protagonista, sostenuto dai suoi guys e da eterosessuali illuminati, si candida alla carica di consigliere comunale…



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