Roma, un alfabeto per l'educazione sentimentale

Roma, un alfabeto per l’educazione sentimentale

Presentato il progetto europeo ABC
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ROMA – A segnare le differenze tra maschi e femmine, si inizia già da piccoli, quando colori, sport ed emozioni finiscono per determinare l’uno o l’altro genere. Stereotipi che con il tempo si radicano e portano a fenomeni preoccupanti come la violenza di genere, gli abusi, il femminicidio. Il progetto ‘ABC, alfabeti per l’educazione sentimentale’ presentato oggi nel teatro della scuola media ‘Toscanini’ di Roma, nasce per prevenire le conseguenze fisiche e psicologiche della violenza di genere, educando i più piccoli e così evitare che le bambine di oggi siano le vittime di domani.

“Bisogna agire da subito con i piccoli maschi, per non farli diventare uomini violenti dopo- ha detto Sabrina Alfonsi, presidente del I municipio di Roma capitale, dove già lo scorso anno era stata promossa un’iniziativa simile- quest’anno riproponiamo il progetto in tre scuole che hanno già iniziato un percorso di educazione sentimentale con ottimi risultati, e proprio le resistenze mostrate da alcune famiglie ci hanno fatto capire che stiamo andando nella direzione giusta”.

Cofinanziato dall’Unione Europea e coordinato da End FGM European Network, il progetto coinvolge anche scuole di Portogallo, Spagna e Germania. In Italia, sarà realizzato, oltre che nel I, anche nel III municipio, e coinvolgerà 11 classi tra scuola primaria e secondaria di primo grado, nel corso del prossimo anno scolastico.

“Il tema dell’affettività va imparato a scuola, altrimenti non lo impareremo mai con la stessa impronta, perché quello che impariamo a scuola ti resta addosso- ha commentato Giovanni Caudo, presidente del III Municipio- Questo progetto ci aiuta a capire ancora di più quanto sia importante l’Europa nella nostra crescita e nel nostro sviluppo, e non sia vista solo in maniera negativa. Questo è un modo per poter mettere in relazione l’istruzione pubblica e l’esigenza di costruire una società aperta e inclusiva. E oggi ne abbiamo ancora più bisogno”.

Tra gli obiettivi del progetto, quello di esplorare le norme sociali che sono alla base dei pregiudizi di genere e sensibilizzare sull’argomento i più giovani ma anche le loro famiglie e l’intera comunità. Per Claudia Pratelli, assessora alla Scuola del III municipio, “non c’è modo migliore per investire sul domani che lavorare sui bambini e le bambine a partire dalla scuola, che ha la capacità di retroagire sul territorio ed educare anche le famiglie, perché su questo tema c’è ancora tanto da fare”.

Il progetto rientra nel Piano nazionale per l’educazione al rispetto nelle scuole lanciato dal Miur e promosso da Aidos (Associazione italiana donne per lo sviluppo), in collaborazione con l’associazione ‘Scosse’.

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