Rettore Sant'Anna Pisa: "Maturandi seguano cuore e passione"

Rettore Sant’Anna Pisa: “Maturandi seguano cuore e passione”

"Quelli che non hanno idee chiare sono ragazzi vivi"
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ROMA – I maturandi che non hanno le idee chiare a proposito della scelta universitaria “sono vivi”, il consiglio è quello di seguire “cuore e passione”. A parlare è Sabina Nuti, rettrice della Scuola Sant’Anna di Pisa che all’agenzia Dire spiega: “Al termine del percorso di studi arrivano alla maturità e non hanno le idee chiare, si rendono conto di quanto sia complesso il mondo oggi, di quanto sia difficile scegliere”.

Continua la rettrice: “Penso che il consiglio da dare sia quello di seguire cuore e passione, seguire ciò che ti dà emozione nel pensarti a studiare quel tipo di disciplina”. Il talento, continua, “viene fuori quando il nostro cervello si combina con la passione, quello che poi ti fa fare differenza, anche se può essere una disciplina complessa, anche se all’inizio pensare si può che è più difficile trovare lavoro. Credo che sia meglio un laureato in Lettere con una grande passione che un laureato in Economia con una performance scadente”.

“PROGETTO ‘MOBILITA’ SOCIALE’ PROMUOVE IL MERITO”

‘Mobilità sociale’ “è un progetto nato qualche anno fa grazie alla collaborazione con il Miur e prevede uno sforzo considerevole della Scuola Superiore Sant’Anna nella promozione del merito combinata con la mobilità sociale.  Noi siamo una istituzione pubblica- ha detto- Abbiamo come missione quella di creare valore con risorse della collettività promuovendo il merito. Spetta a noi, sul territorio nazionale, andare a scovare il merito, in particolare i ragazzi con un background più debole in termini soprattutto culturali, e accompagnarli alla scelta universitaria. In Italia si parla molto del problema dell’abbandono scolastico, un grande problema che diventa qualcosa di criticissimo per il nostro sistema Paese quando chi decide di non andare all’università sono ragazzi di altissimo merito, che magari non hanno alle spalle una famiglia abbastanza forte. Si scoraggiano e non si iscrivono”. Progetto ‘Mobilita’ sociale’ e merito significa “impegnarsi, i ragazzi del Sant’Anna in primo luogo- ha continuato Nuti- a essere punto di riferimento per i ragazzi capaci e meritevoli che vogliono affrontare la scelta universitaria pur non avendo tutto il supporto necessario dalla famiglia”.

E ancora: “Vorremmo far diventare l’intervento della scuola per i meritevoli, ma con famiglie più fragili, un elemento caratterizzante della nostra azione”. Ad esempio, continua la rettrice, “ci impegneremo a pagare il viaggi ai ragazzi che verranno a scuola a sostenere l’esame di ammissione alla Scuola Superiore Sant’Anna in base all’Isee per facilitare l’arrivo a Pisa da qualsiasi città, senza paura di avere la problematica del costo del viaggio e della permanenza”.

Inoltre “in campo abbiamo messo l’iniziativa ‘Pisa accoglie talento’ con altre istituzioni cittadine per facilitare questo tipo di scelta” e per il futuro “l’iniziativa ‘Adotta il talento’ che chiede a cittadini, fondazioni, aziende e istituzioni, che vogliono condividere con noi la missione che riguarda la valorizzazione del talento e la mobilita’ sociale, a darci una mano con donazioni e contributo a far si che questo sia elemento fondante del nostro sistema paese del futuro”.

“MIGLIORATI IN CLASSIFICA, È UN RISULTATO. FRUTTO LAVORO DI SQUADRA, SIAMO ORGOGLIOSI”

“È un risultato e non un obiettivo”. La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa si conferma tra i migliori 10 atenei al mondo nella classifica delle giovani università. A darne notizia nei giorni scorsi la rivista inglese The-Times Higher Education Young University Rankings 2019, che prende in considerazione soltanto quelle con un’età di fondazione inferiore ai 50 anni. La Scuola Superiore Sant’Anna (fondata nel 1987) ha raggiunto la settima posizione, con un guadagno di due posizioni rispetto allo stesso ranking del 2018.

“La Scuola Sant’Anna ha registrato ancora una volta un miglioramento della propria performance come giovane università- ha detto Sabina Nuti- e a livello generale come ateneo decimo al mondo nella capacità di produzione della ricerca. Che significano per noi? Ne siamo fieri, misurano la capacità della Scuola di creare impatto e fare la differenza. Sono un risultato e non un obiettivo. Sono frutto del lavoro di squadra, noi vorremmo essere sempre più una comunità fondata su allievi, ricercatori, docenti, sul personale amministrativo, capace di lavorare in squadra e di riuscire a fare in questo modo la differenza”.

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