Siae premia Marco Bellocchio: ricordo di "I pugni in tasca"

Siae premia Marco Bellocchio: ricordo di “I pugni in tasca”

Il regista continua a collezionare successi
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ROMA – Sa raccontare l’Italia con estrema cura nei dettagli, con onestà e con il suo poetico modo di fare film. Lui è Marco Bellocchio, tra i protagonisti delle Giornate degli Autori, a due passi dal red carpet della 76esima Mostra del Cinema di Venezia. Dopo l’accoglienza de ‘Il Traditore’ all’ultimo Festival di Cannes con dodici minuti di applausi il regista continua a collezionare successi.

La Società Italiana degli Autori ed Editori ha consegnato a Bellocchio, che raccoglie il testimone di Mario Martone premiato nel 2018, il premio SIAE: una targa su cui è stato inciso il primo soggetto che il regista ha depositato all’ente nel 1965, ‘I pugni in tasca’.

“Con questo riconoscimento la Società Italiana degli Autori ed Editori saluta, all’indomani dell’unanime consenso per il suo ultimo film ‘Il Traditore’, Marco Bellocchio, figura unica di regista, intellettuale e organizzatore culturale, uomo di cinema che ha sempre saputo connotare con una cifra originale e personale la sua arte. Il suo lavoro- si legge nella motivazione per il riconoscimento- riflette un pensiero di respiro internazionale erede di una riflessione politica e storica che ha radici nella migliore cultura italiana. Ribelle lucido e osservatore critico, viaggiatore curioso e testimone del suo tempo, Marco Bellocchio sa coniugare l’analisi introspettiva di sé con quella di una nazione, senza fare sconti all’individuo e alla società civile, ma indicando una consapevolezza che contrasta, ieri come oggi, ogni tipo di conformismo. Il riconoscimento gli viene assegnato in un anno importante della sua carriera segnato dal completamento di una trilogia di storia italiana che ha già regalato capolavori come ‘Buongiorno, notte’ e ‘Vincere’. Ma il premio segnala anche il suo impegno costante a difesa dei diritti di tutti gli autori“.

Il regista, emozionato, ha dichiarato: “Sono ovviamente contento per il Premio non sollecitato e spero meritato. È vero, ho cercato di non essere mai un conformista e anche un ribelle e anarchico, ma mai violento. Spero di difendere finché potrò questi principi. Grazie”.

A margine della conferenza, Bellocchio ci ha raccontato cosa ha provato dopo la consegna della targa: “Questo premio rappresenta il documento di un inizio di una carriera che poi ho continuato per tantissimi anni. ‘I pugni in tasca’ per me è la cosiddetta prima volta: come il primo amore. Ti riempie di emozioni, di passioni e anche di paure che tu non proverai mai più. Questo riconoscimento – continua il regista – lo conserverò con particolare attenzione, lo attaccherò nel mio studio”.

Dopo la consegna della targa, il regista è stato il protagonista di una masterclass aperta al pubblico sul cinema e sul tema del tradimento – nella sua tradizione storica italiana (anche cinematografica) e come concetto più che ambivalente – insieme ad Andrea Purgatori (membro del consiglio di gestione SIAE) e Giorgio Gosetti (direttore delle Giornate degli Autori). Un incontro emozionante che si è inserito a pieno titolo in quell’attività di ricerca e approfondimento che rappresenta la vera costante delle Giornate degli Autori.

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