Non studiano e non lavorano: il 26% dei giovani italiani è Neet

Non studiano e non lavorano: il 26% dei giovani italiani è Neet

E’ quanto emerge dal rapporto Ocse sull’Istruzione. Nel nostro Paese è laureato il 19% della popolazione, contro una media del 37%
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ROMA –  Cattive notizie per i giovani italiani. Il nostro paese registra la terza quota più elevata di ragazzi che non lavora, non studia e non frequenta un corso di formazione (Neet) tra i Paesi dell’Ocse: il 26% dei giovani di età compresa tra 18 e 24 anni è Neet, rispetto alla media Ocse del 14%. Inoltre, la Grecia e l’Italia sono gli unici Paesi in cui più della metà dei 18-24enni è rimasta senza lavoro almeno per un anno. E’ quanto emerge dal rapporto Ocse sull’Istruzione, presentati ieri.

LA QUOTA DI LAUREATI

In Italia, il 19% dei 25-64enni hanno un’istruzione terziaria (media Ocse: 37%) e questa quota è in aumento per le generazioni più giovani. La quota di giovani adulti (di età compresa tra i 25 e i 34 anni) che hanno una laurea è più elevata e ha raggiunto il 28% nel 2018 (34% per le giovani donne), nonostante il tasso di occupazione dei 25-34enni laureati sia del 67%, rispetto all’81% dei 25-64enni.

IL 94% DEI BIMBI VA ALL’ASILO

L’istruzione nella scuola dell’infanzia (pre-primaria) è principalmente erogata dal settore pubblico, con il 72% dei bambini iscritti presso istituti pubblici. Il tasso d’iscrizione scolastica dei bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni è del 94%, un valore superiore alla media Ocse.

IN ITALIA SI INVESTONO POCHI SOLDI NELL’ISTRUZIONE

L’Italia spende circa il 3,6% del suo Pil per l’istruzione dalla scuola primaria all’università, una quota inferiore alla media Ocse del 5% e uno dei livelli più bassi di spesa tra i Paesi dell’Ocse. La spesa è diminuita del 9% tra il 2010 e il 2016 sia per la scuola che per l’università, più rapidamente rispetto al calo registrato nel numero di studenti, che è diminuito dell’8% nelle istituzioni dell’istruzione terziaria e dell’1% nelle istituzioni dall’istruzione primaria fino all’istruzione post-secondaria non terziaria. Sempre secondo il rapporto, la quota del finanziamento privato nell’istruzione terziaria è lievemente superiore in Italia (36%) rispetto alla media dei Paesi dell’Ocse (32%).

I DOCENTI SONO ANZIANI

L’Italia ha la quota maggiore di docenti ultra 50enni (59%) e dovrà sostituire circa la metà degli attuali docenti entro i prossimi dieci anni.

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