Vox Lux, Natalie Portman: 'Un sogno interpretare una pop star'

Vox Lux, Natalie Portman: ‘Un sogno interpretare una pop star’

DA OGGI AL CINEMA CON EAGLE PICTURES
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3.5/5

ROMA – Presentato alla 75. Mostra del Cinema di Venezia, Vox Lux arriva oggi al cinema con Eagle Pictures. Da un proiettile è nata una stella della musica pop. Questa è la storia di Celeste, interpretata da una strabiliante Natalie Portman, raccontata in Vox Lux di Brady Corbet

Mi è piaciuto moltissimo fare questo personaggio. – racconta l’attrice Premio Oscar per ‘Il cigno nero’ nel corso della conferenza a Venezia 75 – Interpretare una pop star era un mio sogno. Cantare la colonna sonora di una cantante come Sia è stato emozionante, la trovo fantastica: una vera artista. Recitare con Jude Law? (l’attore interpreta il manager di Celeste ndr) E’ stato bellissimo e divertente”.

La pellicola è un melodramma storico, travolgente, glitterato e dai toni amari, ambientato in America tra il 1999 e il 2017 che narra eventi cruciali e modelli culturali che hanno plasmato la prima parte del XXI secolo, visti attraverso gli occhi della protagonista. La Celeste dei primi 15 anni, interpretata da Raffey Cassidy, è un ragazza acqua e sapone e giudiziosa. A sconvolgere la sua vita è una sparatoria a scuola: nella sua classe muoiono tutti tranne lei. In onore delle vittime scrive una canzone insieme a sua sorella, interpretata da Stacy Martin. Da quel giorno, da una ragazza spensierata esce fuori una donna.

Paillettes, look eccentrico, trucco aggressivo, alcol e droghe. Questa è la nuova Celeste, interpretata dalla Portman: mamma, pop star di successo ed eccessiva in ogni cosa. Una donna che conduce lo spettatore nella sua perdita dell’innocenza come metafora delle società odierne.

Celeste non è un mostro ma e’ il risultato di tutti gli avvenimenti che hanno stravolto la nostra storia. – racconta il regista in conferenza – Il film infatti è una riflessione su quello che abbiamo passato negli ultimi venti anni: momenti intrisi di ansia, di violenze e terrorismo. La pellicola è un ritratto storico che testimonia proprio questo”.

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