Le tradizioni legate alla sessualità.

Le tradizioni legate alla sessualità.

Il comportamento sessuale umano è in molti influenzato dalle regole della cultura in cui l’individuo vive e spesso sancito da una serie di rituali e tradizioni che lo legittimano agli occhi della comunità.

Secondo alcuni antropologi lo ius primae noctis (indicherebbe il diritto di un signore feudale di trascorrere, in occasione del matrimonio di un proprio servo della gleba, la prima notte di nozze con la sposa, anche se non ci sono fonti attendibili a conferma) può essere considerato la degenerazione di un rituale arcaico. La verginità era collegata a un tabù molto forte, che poteva essere rimosso solamente da un personaggio potente.

Senza andare troppo lontano nel tempo, la fuitina ( piccola fuga), identifica l’allontanamento di una coppia di giovani aspiranti coniugi dai rispettivi nuclei familiari di appartenenza, allo scopo di rendere esplicita l’avvenuta consumazione di un atto sessuale completo, in modo da porre le famiglie di fronte al “fatto compiuto” e indurle a concedere il consenso per le nozze dei fuggitivi. Tale fuga prematrimoniale, precedentemente in uso nelle regioni del sud Italia, veniva spesso compiuta in accordo con una o entrambe le famiglie dei giovani le quali, in tale frangente, fossero giustificate alla celebrazione di immediate nozze riparatrici, prive dei rituali e costosi ricevimenti.

Un’altra usanza dell’Italia meridionale, per dare una prova concreta della verginità della donna, era quella di esporre alla finestra le lenzuola che avevano ospitato i coniugi nella loro prima notte di nozze. Mettendo in bella vista le tracce di sangue, infatti, si dimostrava che la sposa era effettivamente illibata. L’usanza aveva risvolti tragicomici quando le tracce di sangue, per varie ragioni, non c’erano: si suppliva allora con sangue animale.

Un altro rito che appartiene all’Italia contadina, è il tarantismo. Secondo le credenze popolari si trattava di una malattia provocata dal morso della tarantola, un piccolo ragno la cui presenza si manifestava soprattutto nei mesi estivi. Si sostiene, infatti, che dietro il tarantismo ci fosse un bisogno della donna di ricevere maggiori attenzioni dal proprio marito o di riscattarsi dopo un anno passato solo ed esclusivamente a lavorare. I giorni della tarantolata erano dei giorni speciali, in cui alla donna era concesso di fare tutto ciò che voleva, era una sorta di carnevale in cui le classi subalterne si riscattavano dalla precarietà delle condizioni in cui vivevano.

Oggi, di queste tradizione, rimane un vago ricordo e un momento aggregativo per fare festa, ma non ricoprono più quel significato profondo e intrinseco che le caratterizzava in altre epoche.

Dei giorni nostri possiamo nominare la giornata dedicata all’amore, “San Valentino”, momento in cui le coppie rinnovano il loro amore e in cui, molti giovani, decidono di avere la prima volta, ma forse, è diventato più un pretesto per alimentare il business commerciale che un rito di passaggio.

Questo perché, probabilmente, la libertà sessuale è diventata appannaggio anche dell’universo femminile e la stessa verginità non è più motivo di vanto e privilegio, anche se l’assenza di rituali sociali, in qualche modo, hanno destabilizzato i giovani e hanno depotenziato il loro approccio intimo con l’altro.

Lo sapevi che…

Da un sondaggio sulla festa di San Valentino, un dato curioso riguarda gli uomini: il 23% infatti, fa lo stesso regalo sia alla moglie che all’amante, per evitare di confondersi e fare gaffe.

BALELE (Zaire). Una donna su dieci era una volta destinata a diventare la moglie di tutti o “donna del villaggio” come alcuni etnologi l’hanno chiamata. Questa donna era tenuta in grande considerazione in tutto il clan ed aveva l’obbligo di vivere a turno con uomini diversi, dai quali aveva figli che diventavano proprietà di tutti.

BA LUBA (Katanga). In questa popolazione prevalentemente matriarcale, le ragazze hanno la supremazia assoluta in campo sessuale sugli uomini che, tra l’altro, sono costrette a portarle sempre sulle loro spalle e a saziare le loro innumerevoli voglie, in qualsiasi momento lo desiderino. Dopo il rapporto, che spesso è una vera e propria violenza sull’uomo-schiavo-portantina, le ragazze pretendono di essere riportate al villaggio di appartenenza, anche se si trova lontano, sulle spalle del poveretto.

BIDJOGO (Guinea) .I Bidjogo sono celebri per le danze che vengono eseguite in onore della virilità, in cui vengono imitati i tori nel momento dell’accoppiamento. Ed anche qui è la donna che si maschera da toro, mentre un uomo, pue mascherato, fa finta di possederla saltandole addosso dalla parte posteriore. Tutta la tribù, danzando, mima l’accoppiamento dei tori, ma in effetti, pur serpeggiando nell’area della danza un momento di forte erotismo, nessuno si accoppia veramente perchè le donne non vogliono, dal momento che a loro, e solo a loro, spetta il diritto di stabilire il momento del rapporto sessuale.

Dubbi e domande:
Lucia, 43 anni
Sono una donna ancora vergine, sento molto il desiderio sessuale durane le mestruazioni…


Boomdabash, Alessandra Amoroso – Mambo Salentino…

Boomdabash, Alessandra Amoroso – Mambo Salentino

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