A Catania la carica dei 15.000 in piazza per Fridays for future

Studente: "Stufi e stanchi di chi pensa a profitto abusando del pianeta"

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CATANIA – “Oggi siamo in 15mila a manifestare nella nostra città e milioni in tutto il mondo. A questo punto, pensiamo che le istituzioni non possano più ignorarci. La prima cosa che chiediamo e’ l’azzeramento delle emissioni di CO2 entro il 2030. Se il comune di Catania e le istituzioni a livello internazionale non faranno nulla, a dicembre ritorneremo in piazza per un altro global strike”. A dichiararlo Paolo Putrino, portavoce di Fridays for future Catania, durante il terzo sciopero globale contro i cambiamenti climatici.

I manifestanti sono scesi in piazza numerosi come non accadeva da anni nella città siciliana. Studenti universitari e delle scuole superiori, alunni delle medie e delle elementari, docenti, sindacati, cittadini si sono dati appuntamento in piazza Roma per chiedere a governi ed istituzioni azioni immediate ed efficaci contro il riscaldamento terrestre ed un cambio di rotta del sistema politico e produttivo per contenerne gli effetti.

“Siamo qui- dice Flavio, 17 anni- per mandare un messaggio chiaro: noi studenti ci siamo stufati e siamo stanchi di chi pensa solo a fare profitto abusando del nostro pianeta. Non è più sufficiente il cambiamento individuale, si deve cambiare il sistema e questo lo si può fare solo restando uniti”. Il corteo si è riversato sulla via Etnea tra striscioni, cartelli, slogan e flash-mob, fino a raggiungere piazza Università per il comizio finale. “Questo è il secondo sciopero globale per il clima cui partecipo- racconta Federica, 16 anni- e sono contenta di vedere che oggi c’è tantissima gente in più, di tutte le eta’. Ci sono anche i miei professori. In classe stiamo sostituendo le bottigliette di plastica con le borracce. Alcuni di noi hanno deciso di non andare più ai fast-food, altri di ridurre il consumo di carne rossa. Stiamo cercando di impegnarci nel nostro piccolo, anche se vogliamo risposte concrete a livello politico”.

“I report scientifici dell’ultimo anno sul cambiamento climatico- aggiunge Paolo Putrino- hanno evidenziato più che mai la necessità di un cambiamento profondo del sistema in cui viviamo. Serve un cambio radicale del nostro sistema economico e produttivo, deve essere fatto secondo criteri di equità, facendo pagare a chi ha inquinato il prezzo della riconversione e non scaricandolo sulle classi sociali più deboli: questa per noi è la giustizia climatica. Anche il Comune di Catania deve assumersi le proprie responsabilità”.

Azzeramento delle emissioni nette di gas serra entro il 2030; potenziamento del trasporto pubblico locale, promozione dell’uso di biciclette, estensione della ZTL e delle aree pedonalizzate per lo sviluppo della mobilita’ sostenibile, potenziamento del sistema di raccolta differenziata, piantumazione di alberi e riduzione della plastica sono le richieste che gli attivisti hanno rivolto all’amministrazione comunale del capoluogo etneo.

2019-09-27T15:00:26+02:00