'Blue economy hack', a Ventotene la prima giornata ricca di novità

‘Blue economy hack’, a Ventotene la prima giornata ricca di novità

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VENTOTENE – Esplorazioni dei luoghi e interviste agli abitanti dell’isola, uscite in barca a vela e brainstorming sul tema dell’innovazione sostenibile. Una giornata fittissima e non ancora conclusa quella di oggi a Ventotene, dove ieri sera sono sbarcati 60 ragazzi e ragazze provenienti da scuole di tutta Italia per sfidarsi nel primo ‘blue economy hack’, il cui fischio d’inizio ufficiale sarà stasera alle 18, quando Lorenzo Micheli del Miur rivelerà il quesito su cui i ragazzi dovranno lavorare fino a domenica. Le attività sono però cominciate già ieri sera, con la visita guidata alle cisterne romane dell’isola.

Da questa mattina i ragazzi sono stati divisi in vari team, che alternandosi hanno preso parte a diverse attività. Innanzitutto un’esplorazione attiva e conoscitiva dell’isola, delle sue problematiche e dei suoi abitanti, condotta attraverso una serie di interviste con gli isolani sulle risorse economiche, turistiche e culturali del luogo. È seguito poi un bel momento di svago collettivo: una gita in piccole barche a vela con gli istruttori del circolo velico dell’isola. I ragazzi, oltre a divertirsi e approfittare del sole della giornata, hanno così imparato a fare i nodi più utili per la navigazione e le manovre fondamentali per issare le vele.

Tornati all’hotel Calabattaglia, dove si svolgono le attività formative, i ragazzi hanno assistito ad un workshop sul design thinking tenuto da Andrea Geremicca, divulgatore scientifico esperto di innovazione e nuove tecnologie che spesso collabora a questo tipo di eventi promossi dal MIUR. Attraverso una lezione avvincente e interattiva Geremicca ha spronato gli studenti a pensare in modo nuovo sulle sfide del presente e, sopratutto, del futuro.

“Quando pensiamo al futuro dovremmo smettere di pensare al tempo come una linea continua- sostiene Geremicca– perché a seconda di quello che facciamo oggi, il futuro potrebbe cambiare radicalmente; ci sono solo futuri più o meno probabili”.

I ragazzi adesso, sempre divisi in gruppi, stanno escogitando il modo migliore per mettere in pratica le nozioni apprese: a partire dalle problematiche conosciute grazie al dialogo con gli isolani, stanno progettando degli strumenti per risolverle, puntando sull’innovazione e la sostenibilità ambientale.

 

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