Premiati a Roma studenti vincitori contest 'Senza materie'

Premiati a Roma studenti vincitori contest ‘Senza materie’

Anp e Agenzia Dire hanno consegnato riconoscimenti
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ROMA – Sognano una scuola diversa capace di accogliere, sostenere e indirizzare. Sognano una scuola del futuro non troppo lontana, che sia al passo con i temi e le interconnessioni attuali. Sono le studentesse e gli studenti che hanno partecipato al contest ‘Senza Materie’, promosso dall’Anp (Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola) e dall’agenzia di stampa Dire.

Un anno fa diregiovani.it ha raccolto l’appello del presidente Anp Antonello Giannelli; una provocazione lanciata con l’hashtag #vialematerie per sollecitare dirigenti e docenti a realizzare la scuola del futuro che in alcuni casi è anche la scuola del presente. Un percorso formativo innovativo non più legato alle rigide distinzioni tra le discipline, ma un percorso aperto alle interconnessioni della società odierna, per essere al passo con i tempi che cambiano e i continui e multipli ‘link’ che esistono tra le diverse materie. Ma perché chiedere di ripensare la scuola solo agli adulti? È da questa domanda che è nato il contest rivolto a chi i banchi li occupa tutti i giorni, dai 6 ai 19 anni.

Nel corso del convegno annuale dell’Anp sono stati premiati proprio quei ragazzi che hanno deciso di cogliere la sfida e ristrutturare la scuola. Ad aggiudicarsi il primo premio, ex equo, sono stati Paolo Ferrara del liceo ‘Palumbo’ di Brindisi e Giada Chiaschi e Claudia Feierbac del liceo ‘Benedetto da Norcia’ di Roma. Sul palco allestito a palazzo Merulana a Roma sono stati i più giovani a prendere la parola e raccontare ai tanti dirigenti e docenti presenti le loro idee. Non astratte, ma pratiche concrete e realizzabili.

Le studentesse romane hanno immaginato una scuola guidata da ‘educatori riformati’ capaci di sostenere, supportare e comprendere gli alunni per aiutarli nel loro percorso di crescita personale. Una scuola, quella sognata da Claudia e Giada, aperta dalla mattina alla sera e con la presenza di uno psicologo a disposizione di alunni, docenti e genitori. Un percorso scolastico suddiviso in 5 anni (dagli 11 ai 15 anni) comune per tutti e un triennio dedicato alla specializzazione con una forte apertura al mondo esterno.

Paolo di Brindisi ha ipotizzato una scuola dove i docenti hanno un ruolo forte ma non tradizionale. Non più, o non solo, le classiche lezioni tradizionali ma metodi innovativi che vedono la collaborazione e la compartecipazione degli alunni. E sono proprio questi ultimi a rivestire un ruolo fondamentale divenendo loro stessi educatori seguendo la logica della ‘peer education’. Una menzione è stata assegnata anche al liceo ‘Galilei’ di Spadafora (Me) per il lavoro che porta all’attenzione un caso sperimentato di scuola innovativa e laboratoriale.

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