A L'Aquila, l'Enigmart del team Ar Museo vince contest Maxxi

A L’Aquila, l’Enigmart del team Ar Museo vince contest Maxxi

Premiato il progetto che con l'innovazione mette insieme passato e futuro
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L’AQUILA – Intorno alle 19 il verdetto: a vincere il terzo contest Maxxi Booster Museum Hack sono i sei componenti del team Ar Museo con il loro ‘gaming’ Enigmart. È loro il progetto della terza edizione dell’evento curato dal Museo nazionale delle arti del XXI secolo, che meglio veicola, attraverso l’innovazione, la cultura della città dell’Aquila facendo del divertimento la chiave di educazione e conoscenza.

Quattro le squadre formatesi in questa maratona di 34 ore ospitata nel Palazzetto dei Nobili del capoluogo abruzzese. Tre i vincitori, ma per il quarto classificato una meritata e non prevista menzione speciale con una membership card della valenza di un anno per visitare il Maxxi a Roma. Ad aggiudicarsi i 4mila euro e la sperimentazione del progetto realizzato proprio all’Aquila, dunque, sono stati Gabay Noenie, Elena Bearzotti, Chiara Domeneghetti, Emanuele Borrello, Dario Di Girolamo e Jacopo Zuliani.

Scoprire chi ha rubato una delle X del MaXXi: è questo lo scopo del ‘gaming’ realizzato dai ragazzi, tutti giovanissimi (tra i 25 e i 30 anni). Come risolvere il mistero? Risolvendo puzzle game in realtà aumentata con lo smartphone e raccogliendo enigmi. Magari chiedendo a Teofilo Patini, ultimo ad aver abitato nell’edificio dove nascerà la sede del museo aquilano, spiegano i ragazzi, se ha qualche informazione da dare.

Così il Maxxi diventa la centesima ‘piazza’ dell’Aquila. È con il tuo ‘fantasmino’, ovvero il tuo avatar, che si può partire alla scoperta di tutte le altre ‘piazze’ della città indagandone i segreti attraverso le leggende legate proprio alle storie dei fantasmi che ‘vivono’ in quei luoghi. Tutto possibile grazie a un QRCode che potrà essere esposto anche nei negozi veicolando così, oltre alla cultura, anche la crescita economica della città.

Un progetto, quello vincitore, che ha convinto per la sua “coerenza con la sfida di questo hack” riuscendo a “mettere in stretta relazione la città dell’Aquila con la futura sede del Maxxi attraverso una narrazione divertente” e che ha saputo rispondere ai quattro criteri della sfida: concept, design, sviluppo e sostenibilità e presentazione.

Questa la motivazione che ha convinto la giuria composta dal team del Tiny Bull Studios guidato dal ceo Matteo Lana, la responsabile dell’ufficio comunicazione e digital Prisca Cupellini e il consigliere comunale Leonardo Scimia che, nel corso della premiazione si è detto “emozionato” per il modo in cui tutti i progetti hanno saputo raccontare L’Aquila regalando una visione di quello che potrà essere grazie all’innovazione.

Ad aggiudicarsi il secondo premio del contest la squadra ‘di casa’: gli Innova Manet con il loro progetto Gt Art cui andrà un premio in denaro di 2mila euro. Terzo posto, infine, per i ‘4+1’ e il loro Maxima Experience. Per tutti una due giorni di confronto, di crescita e di valorizzazione delle proprie specificità. Per L’Aquila un ulteriore passo, anche grazie alla sperimentazione del progetto premiato dal Maxxi, una ricostruzione che oltre che “fisica” vuole essere “immateriale” e dunque leva di una nuova forte spinta identitaria.

Come annunciato ieri dal sindaco Pierluigi Biondi, il team vincitore sarà presto ospite a Palazzo Fibbioni per presentare il progetto alla città per “far vedere come L’Aquila da scenografia del lutto e della distruzione, possa diventare simbolo di una proposta culturale innovativa”.

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