Badminton, un successo tra i giovani e nelle scuole

Badminton, un successo tra i giovani e nelle scuole

Intervista a Carlo Beninati, presidente della federazione italiana badminton
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ROMA – “Il successo che il badminton sta avendo tra i giovani è legato alla sua presenza nelle scuole. Abbiamo lavorato moltissimo con i nostri progetti per far conoscere questo sport ai più piccoli- ha dichiarato Carlo Beninati, presidente della federazione italiana badminton- bambini e bambine che poi possono diventare atleti praticanti”.

L’iniziativa più conosciuta ‘Racchette di Classe’ è condivisa dal CONI e dal MIUR e fornisce un supporto tecnico e didattico agli insegnanti che si occupano di attività sportive nelle scuole primarie e negli istituti comprensivi, ideale per sviluppare un percorso di educazione motoria, attraverso il gioco del minibadminton, del minitennis e del minitennistavolo.

“Ci rivolgiamo ai ragazzi e alle ragazze della terza, quarta e quinta elementare- ha proseguito Beninati- perché il badminton è facilmente praticabile dai giovani e perché, saranno loro i campioni del futuro, quelli che possiamo inserire nel ‘Progetto giovani duemila 20 e 24’, un progetto finalizzato alla valorizzazione dei nostri migliori talenti”. È un’iniziativa volta a promuovere, sostenere e stimolare lo sviluppo tecnico, educativo e culturale dei giovani in vista dei giochi olimpici di Tokyo 2020 e di quelli di Parigi 2024.

“Inseriamo i migliori giovani in un collegiale permanente nel centro tecnico federale di Milano. Negli ultimi anni, molti di loro ci hanno dato soddisfazioni e in ordine temporale voglio ricordare la medaglia d’oro vinta da Giovanni Toti ai giochi olimpici giovanili di Buenos Aires. Inoltre, la nostra è una disciplina unisex, di pari opportunità- ha concluso il presidente federale- e siamo stati i primi a fare i campionati italiani integrati di badminton e parabadminton, dove si è potuto assistere in contemporanea alle gare degli atleti normodotati e degli atleti con disabilità. In futuro vogliamo fare di più: creare tornei in cui il giocatore ‘normo’ possa gareggiare con il giocatore ‘para’, per arrivare all’integrazione totale”.

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