VIDEO| Milano, l'italiano e l'arte visiva. L'intervista a Wrongonyou

VIDEO| Milano, l’italiano e l’arte visiva. L’intervista a Wrongonyou

Il cantautore ci ha raccontato come è nato il suo secondo album, "Milano parla piano" e non solo
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ROMA –  Da Roma a Milano. Dall’inglese all’italiano. È nato sotto il segno del cambiamento “Milano parla piano”, il secondo disco di Wrongonyou. È il primo nella sua lingua madre.

Marco Zitelli, questo il vero nome del cantautore classe 1990, infatti, ha sempre scritto in inglese. La sfida dell’italiano – senza ombra di dubbio vinta – è arrivata dopo la pubblicazione di “Rebirth”, l’album che lo ha catapultato all’interno della scena come uno dei cantautori più promettenti dell’ultimo periodo.

Marco ha scritto e ha scritto tanto, fino ad avere quasi altri due dischi in inglese. Le aspettative, però, quando ti affacci al secondo album, sono tante e non aiutano il lavoro. È, così, che è arrivata la voglia di rischiare e cambiare tutto, come ha raccontato ai microfoni di Diregiovani.

“La cosa dell’italiano mi è scattata con una telefonata con un amico– ha ricordato-. Stavo lì e insistevo con l’inglese ma dicevo: non mi convince quello che sto scrivendo”. Il perché era semplice: “Li avevo scritti con una concezione sbagliata: devono andare in radio, devono fare questo. Non li ho buttati, li ho messi in un cassetto e mi sono detto: scrivo”. Ne sono usciti una trentina di pezzi. Otto sono finiti nella tracklist di “Milano parla piano” e altri vedranno la luce presto.

Al fianco di Wrongonyou durante quel periodo di lavoro grandi autori come Zibba, Dario Faini, Francesco Catitti (The Katoo), Antonio Filippelli e Fausto Cogliati.

Tutti i brani raccontano questa fase di passaggio di Wrongonyou che, in italiano, avanza a un livello superiore in cui la sua voce e il suo stile viene valorizzato.

Il cambiamento di lingua, infatti, non snatura per niente il suo stile. Voce e tanta chitarra: i due elementi che i fan hanno apprezzato nel disco precedente sono sempre lì, sono semplicemente arricchiti.

Ad anticipare “Milano parla piano” i due singoli “Mi sbaglio da un po’” e “Solo noi due”. Entrambi i brani sono scritti da Wrongonyou insieme a Zibba e prodotti da Katoo. 

Perché Milano?

Le canzoni sono legate da un unico comune denominatore: Milano, la città nella quale Marco si è trasferito proprio nel periodo di scrittura.

Ambientarsi non è, però, stato difficile come si potrebbe pensare: “Sono passato da un paese – abitavo ai Castelli Romani – alla città. Abito in una zona abbastanza centrale che, però, essendo un corso è un po’ come un paese”. La città meneghina ha dato la giusta ispirazione per l’album ma ha un unico difetto: “È molto frenetica, sta sempre a parlare. La mia è perciò una richiesta: parla piano perché devo fare una cosa importante”.

L’arte nel progetto di Wrongonyou

Parte fondamentale del progetto di Wrongonyou è l’arte visiva. Un aspetto che si può notare già dalla copertina: “L’idea era quella di uccidere l’ego – ci ha spiegato – non è importante chi canta ma la canzone in sé, la musica”. Per questo la faccia di Marco è coperta da vari elementi visivi in una sorta di collage.

Con il disco è, però, nata anche una collaborazione con vari artisti. Tra questi Gemello, Coma Cose, Venerus, uno studio di tatuaggi. Ognuno ha reinterpretato la cover e modificato la faccia di Wrongonyou. Le opere sono state esposte a Milano in una vera e propria mostra.

Il tour

A breve, Wrongonyou partirà in tour. Ecco le prime date in calendario. Si parte il 20 novembre a Bologna e si continua per sette città. Altri appuntamenti stanno per arrivare (mancano Roma e Milano d’altronde!). 

Nuove date del tour

ASCOLTATE BENE ANNUNCIO IMPORTANTE!❤️“, si legge sotto all’ultimo post del cantautore su Instagram.Ciao! Benvenuti a casa Wrong – continua – Sono qui per dirvi, dopo la miriade di messaggi che mi avete inviato, quali saranno le date su Roma e Milano:

Milano @ Santeria Toscana 31 il 13 febbraio
– Roma @ Largo Venue il 29 febbraio” .

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