Le idee dei ragazzi per un web sicuro

Le idee dei ragazzi per un web sicuro

I sei progetti presentati per l'hackathon ‘Connessi contro la violenza'
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ROMA – ​Chi meglio dei giovani può trovare soluzioni efficaci per combattere il fenomeno del bullismo e le sue diverse manifestazioni? L’agenzia di stampa Dire ha chiesto ai ragazzi di oggi, che ogni giorno sono a contatto con i rischi del web, di individuare risposte concrete per rendere la rete un luogo dove poter essere liberi di esprimersi. La sfida lanciata dall’hackathon ‘Connessi contro la violenza, per un’internet sicuro’ ha coinvolto 50 studenti del liceo Ovidio di Sulmona, in una gara di idee partita proprio nella città abruzzese e poi proseguita nella sede dell’agenzia di stampa Dire, a Roma. In occasione dell’evento, ‘La creatività fa scuola’, i ragazzi hanno presentato le loro idee: sei progetti innovativi valutati da una giuria di coetanei. Ma ad aggiudicarsi il premio è stato il gruppo 5, che ha vinto un viaggio a Bruxelles dove avrà la possibilità di visitare il Parlamento europeo.

Team 1:

Un’applicazione di sistema che impedisca la diffusione di foto intime. È così che il primo gruppo di ragazzi dell’hackathon diregiovani.it ha cercato di risolvere il problema del sexting e del porn revenge, uno dei tanti aspetti del cyberbullismo che interessa principalmente la sfera femminile. L’applicazione imprime sulla foto selezionata un QR code che ne impedisce la condivisione, e non autorizza qualsiasi tentativo di copia o di screenshot. La tecnologia è pensata per essere accompagnata da percorsi di coinvolgimento nelle scuole e nelle famiglie che, attraverso testimonianze dirette, renderanno più sensibili le nuove generazioni a una problematica così attuale.


Team 2:
Partire dai ragazzi per risolvere i problemi dei ragazzi. È questa l’idea del secondo gruppo che, per combattere il cyberbullismo, propone di fondare un’associazione no profit in collaborazione con il Miur gestita interamente da ragazzi, con l’appoggio di figure professionali come psicologi, docenti ed educatori. Ma la rivoluzione di ‘Shy’ (questo il nome dell’associazione) è un diverso approccio al problema, che si concentra non solo sulle vittime ma anche sui bulli, per non lasciare nessuno indietro.


Team 3:
Confronto, diffusione, aiuto, anonimato. Queste le parole chiave dell’applicazione ideata dal ‘Gruppo 3’ che nasce per aiutare tutti coloro che sono coinvolti nel fenomeno del bullismo. L’utente, che potrà interfacciarsi con l’applicazione in incognito, verrà aiutato e sostenuto grazie al confronto con un altro ragazzo nella sua stessa situazione, in modo tale da essere allo stesso tempo aiutato e aiutante. Ai ragazzi, però, sarà messo a disposizione anche l’aiuto di esperti, che insieme a loro cercheranno di diffondere il più possibile l’applicazione per accrescere la conoscenza del fenomeno.


Team 4:
https://never-lonely.jimdosite.com/ è il link del sito ideato dal gruppo 4. Il link riporta alla homepage di un’associazione, Never Lonely, composta da ragazzi, psicologi e volontari, che si occupa di aiutare le vittime di cyberbullismo attraverso le storie di persone come loro che ne sono uscite a testa alta. La spinta è stata la voglia di voler aiutare, prevenire e magari eliminare questo fenomeno di odio verso l’altro che fa ormai parte della nostra quotidianità. Nel sito è presente una sezione dedicata agli eventi che l’associazione si prefigge di organizzare nelle scuole, rivolti a studenti di primo e secondo grado, insegnanti e genitori. Si terranno, inoltre, dei corsi mirati a sensibilizzare e formare il pubblico sul cyberbullismo.


Team 5:

Sullo schermo compare una mano che, con un pennarello, scrive su un foglio ‘avete mai pensato a quale possa essere la soluzione al cyberbullismo?’ Questa è la domanda con cui il gruppo 5 presenta il suo progetto al pubblico. La soluzione potrebbe essere il sito www.rompiamoilsilenzio.org, suddiviso in varie sezioni: sfoghi privati, forum per i ragazzi dove potersi confrontare, e-learning per professori, ragazzi e genitori e video interattivi, per mettere tutti, bulli e bullizzati, davanti a immagini che riguardano un vissuto comune. Infine i ragazzi propongono la challenge ‘usate la bocca per dare i baci, non gli insulti’, da rendere virale su instagram con #rompiamoilsilenzio.


Team 6:

Con una breve intervista tra giovani il gruppo 6 presenta il suo progetto facendo da subito emergere quanto il cyberbullismo sia diffuso tra i ragazzi. Ma quale potrebbe essere il modo migliore per contrastare questo fenomeno? Il progetto ‘Insieme contro il cyberbullismo’, propone di fare prevenzione partendo dalla registrazione ai social network. Per utilizzarli, sarà necessario inserire i dati della propria carta d’identità, e ai ragazzi dai 13 ai 18 anni sarà riservata un’area protetta caratterizzata da account privati, limitazione dei commenti e filtro delle ricerche.

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