A 'Bookcity' studenti reporter con Medici senza Frontiere

A ‘Bookcity’ studenti reporter con Medici senza Frontiere

A Milano 200 giovani scrivono di crisi umanitarie
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MILANO – Come raccontare una crisi umanitaria? E come avvicinare a questi temi gli studenti e le studentesse italiani che di queste situazioni, molto probabilmente, non hanno mai fatto esperienza diretta? È l’obiettivo di ‘Medici senza Frontiere’ (MSF) con il progetto ‘Scuole senza frontiere’. Proprio questa mattina MSF lo ha presentato a Milano durante un evento per le scuole organizzato a Palazzo Reale nell’ambito di ‘Bookcity’, la manifestazione del libro e della lettura in corso da mercoledì nel capoluogo lombardo.

L’istituto superiore ‘Natta’ di Milano, l”International school’ di Monza, la scuola secondaria meneghina ‘Buonarroti’ e l’istituto comprensivo ‘Orchidee’ di Rozzano hanno riempito con circa 200 stdenti la sala conferenze. Guidati da Giordano Golinelli di ‘Step4’ – l’associazione che ha sviluppato la piattaforma del progetto per MSF – sono stati chiamati a realizzare un mini-reportage su un tema umanitario a scelta da pubblicare sul sito del progetto.

“Scuola senza frontiere esiste da tre anni e risponde allo scopo di avvicinarvi ai temi di MSF e ai suoi scopi, il primo dei quali è parlare di crisi umanitarie- ha spiegato Golinelli rivolgendosi ai giovani– voi diventerete comunicatori. Ma quello che è importante comunicare è ciò che provate voi, ciò che pensate voi. Il vostro punto di vista è l’elemento originale perché di sicuro la vostra opinione non l’ha ancora scritta nessuno”.

Durante l’incontro i ragazzi e le ragazze, usando i propri smartphone, si sono quindi esercitati a pubblicare un post fotografico sul sito del progetto, attingendo all’archivio di immagino di MSF.

“Noi abbiamo scelto la foto di una donna, volontaria di ‘Medici senza frontiere’ che tiene in braccio un bambino nigeriano. Ci ha colpito particolarmente l’amore che la foto trasmette. La donna che si prende cura di lui sta cercando di dargli una speranza di futuro” hanno raccontato Andrea e Martina dell’istituto ‘Natta’.

“Dobbiamo pensare che noi siamo fortunati. C’è chi tutti i giorni cerca di sopravvivere. Questa mattina ho capito che avere una famiglia è un dono” è invece il commento di Aurora e Marihan della scuola secondaria ‘Buonarroti’.

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