Ragazzi della 'Alighieri-Tanzi' di Mola di Bari protagonisti di un corto

Ragazzi della ‘Alighieri-Tanzi’ di Mola di Bari protagonisti di un corto

'Come pietre' è stato realizzato dall'attore Paolo Emanuele Quaranta
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BARI – Si intitola ‘Come pietre’ ed è un cortometraggio che esplora le conseguenze del mondo del web ed il modo in cui l’abuso che se ne fa può influenzare in modo negativo l’esistenza degli adolescenti, attraverso i fenomeni del cyberbullismo. Montato e diretto dall’attore cinematografico e teatrale Paolo Emanuele Quaranta, ‘Come Pietre’ è stato realizzato con i ragazzi della scuola ‘Alighieri-Tanzi’ di Mola di Bari (Bari).

Attraverso una serie di sequenze silenziose, una giovanissima appassionata di musica, una piccola scrittrice, un giocatore di basket e un ragazzino che ama studiare vengono intenzionalmente immortalati in istantanee per essere presi in giro sui social.

“Le parole sono pietre- spiega Quaranta– e le pietre fanno male. Il corto invita gli adolescenti a parlare con le emozioni che passano attraverso un sorriso, una carezza, un abbraccio”.

Nel cortometraggio, il film-maker ha voluto accentuare la mimica dei giovanissimi attori che non parlano, se non attraverso l’arte, la musica, lo studio, lo sport ed i sentimenti di gioia, sconforto, tristezza che trasmettono con la loro espressività.

Il bullismo, il peso delle parole- aggiunge Paolo Emanuele Quaranta– sono sempre esistiti, ma con il cyberbullismo tutto viene amplificato e l’umiliazione di chi ne è vittima, aumenta. E’ come se la tecnologia avesse messo un passaggio a livello nella bellezza delle emozioni e dell’approccio tra le persone”.

Per Quaranta nato, in Puglia 30 anni fa, che ha intrapreso la carriera di attore da giovanissimo, non è la prima volta che realizza un corto sul bullismo e cyberbullismo nelle scuole:

“Molti istituti aderiscono a progetti di denuncia sociale, come la dipendenza dalla tecnologia ed il peso delle parole dando l’opportunità ai loro studenti di prendere consapevolezza di parte dei pericoli della rete e di potersi tutelare”.

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