I 60 anni della Corte europea dei diritti dell'uomo

I 60 anni della Corte europea dei diritti dell’uomo

Cos'è e come funziona
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ROMA – Quest’anno ricorre il 60° anniversario dell’istituzione della Corte europea dei diritti dell’uomo (abbreviata CEDU o Corte EDU). È nata infatti nel 1959, per assicurare il rispetto della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (1950) in tutti i Paesi firmatari (ad oggi i 47 Stati membri del Consiglio d’Europa). Ha sede a Strasburgo, ma non è un organo dell’Unione Europea; si tratta di un organo giurisdizionale internazionale indipendente, non va infatti confusa con la Corte di giustizia dell’Unione Europea, con sede in Lussemburgo, che vigila sull’applicazione del diritto comunitario.

Come funziona?

La CEDU, invece, è accessibile da chiunque, individuo o Stato, si riconosca vittima di una violazione dei diritti sanciti dalla Convenzione (https://www.echr.coe.int/Documents/Convention_ITA.pdf) a opera delle autorità nazionali. Il suo potere fondamentale è quello di riconoscere la sussistenza di una violazione, condannare lo Stato, indurlo a una riparazione e fare in modo che non si verifichino altre violazioni in futuro. L’ammissibilità dei ricorsi alla CEDU è però vincolata alla regola del previo esaurimento dei ricorsi interni: le domande alla Corte sono ammissibili solo una volta esaurite le vie di ricorso della giurisdizione nazionale (in Italia ci sono tre gradi di giudizio).

Da chi è composta?

La Corte è formata da tanti giudici quanti sono gli Stati firmatari della Convezione europea dei diritti dell’uomo (al momento, i 47 membri del Consiglio d’Europa), eletti dall’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa tra i tre candidati proposti da ogni Stato per un mandato di 6 anni e suddivisi in sezioni. I giudici eleggono tra loro un Presidente e due Vicepresidenti, con mandato triennale e rieleggibili.

Come si applicano le sue sentenze?

Gli Stati firmatari della Convenzione si sono impegnati a rispettare e dare esecuzione alle sentenze della CEDU. Se viene riscontrata una violazione di un diritto fondamentale la Corte trasferisce il dossier al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, che determina le misure da adottare, tanto nel caso singolo quanto in generale, nonché il modo di prevenire future violazioni della Carta, imponendo allo stato l’adeguamento. Il Comitato dei Ministri verifica inoltre che venga versato al ricorrente l’equo indennizzo, ove previsto.

Dove si trova?

La corte ha sede a Strasburgo, nel Palazzo dei diritti dell’uomo disegnato dall’architetto italiano naturalizzato inglese lord Richard Rogers nel 1994.

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