A Strasburgo la premiazione dell'Hack for Global Rights

A Strasburgo la premiazione dell’Hack for Global Rights

La cerimonia conclusiva nella sede del Consiglio d'Europa
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ROMA – “In un periodo in cui l’Europa sta attraversando un periodo difficile, voi siete la dimostrazione tangibile che è ancora possibile dibattere. Io sono nato qui in Alsazia, una regione che è stata un luogo di guerra e contesa, ed ora rappresenta invece il cuore dell’Europa, che ha permesso di difendere la pace per 70 anni. Ora tocca a voi, perché siete voi quelli che hanno la responsabilità di costruire l’Europa di domani”. Così Jean Philippe Fussler, dirigente scolastico del liceo “Des Pontonniers” di Strasburgo, si è rivolto alle studentesse e agli studenti francesi e italiani che hanno partecipato all”Hack for Global Rights’, ieri pomeriggio alla cerimonia finale dell’evento, nella sede del Consiglio d’Europa a Strasburgo. Nell’ambito del 70esimo anniversario del Consiglio d’Europa e il 60esimo anniversario della Corte europea dei diritti dell’uomo, infatti, l’IIS ‘Luigi Einaudi’ di Roma, con la collaborazione del Liceo ‘Les Pontonniers’ di Strasburgo, ha promosso l”Hack for Global Rights’, il primo hackathon internazionale dedicato alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie superiori di secondo grado sulle principali sfide in materia di diritti umani.

Da mercoledì fino ad oggi i 64 partecipanti totali, di cui 32 studenti e studentesse francesi provenienti dai vari indirizzi del liceo ‘Les Pontonniers’ e 32 studenti e studentesse italiane provenienti da otto scuole differenti del territorio nazionale, si sono sfidati a partire dai tre challenge proposti:

– Diritti dei migranti, rifugiati e richiedenti asilo: immaginate di essere nel 2050, in un futuro distopico in cui i diritti dei migranti sono del tutto scomparsi e chi li maltratta non viene punito. Guardando indietro ad oggi, il 2020, cosa avremmo potuto cambiare per evitarlo?;
– Sicurezza e anti-terrorismo: proponete un approccio innovativo, concreto e realizzabile per combattere il terrorismo, con un’attenzione particolare alla nuove tecnologie e il cyberterrorismo;
– Parità di genere e diritti delle donne: partendo dalla
constatazione che, nonostante i progressi degli ultimi anni, la parità di genere è ancora una meta lontana da raggiungere, elaborate delle strategie efficaci ed innovative per accelerare questo processo e combattere il sessismo.

Marina Di Foggia, vicepreside dell’IIS ‘Luigi Einaudi’, ha sottolineato l’importanza della sede scelta per la cerimonia conclusiva dei lavori: “Lo spirito di gruppo, la comunanza d’intenti e gli stessi obiettivi pur nella diversità dimostrano che la forza nell’unione e nel confronto producono grandi risultati. Ciò che avete fatto questi giorni è una simulazione del funzionamento di questa importante organizzazione internazionale che promuove la democrazia e i diritti umani. Il fatto di trovarci qui oggi, per la cerimonia conclusiva, vuole rafforzare in voi la consapevolezza che per costruire un mondo migliore si ha bisogno di tutti e si deve guardare tutti verso la stessa direzione”. Anche Diana Guerani, dirigente scolastica dello stesso istituto, ha messo l’accento sul valore di un lavoro comune, nato dalla collaborazione fra studenti di Paesi diversi: “Chi crede nell’Europa e nel suo futuro come progetto di una casa comune, nelle sue immense potenzialità e nella prospettiva del benessere dei suoi cittadini, sappia che questi ragazzi ne sono un’ottima testimonianza, rappresentano ormai dei portatori di valori, competenze e riflessioni che, ne sono certa, daranno i loro preziosi frutti nel prossimo futuro”.

Alla cerimonia erano presenti anche M. Kleijssen, direttore del dipartimento anticrimine del Concilio, il console Emilio Lolli, Sandra Lucietto, dirigente dell’ufficio scolastico regionale, e Veronica Manson, direttrice dell’istituto culturale italiano di Strasburgo. Gli 8 team di studenti hanno quindi presentato il risultato dei loro lavori davanti a questa autorevole platea, in tre minuti e rigorosamente in lingua inglese. I progetti hanno riguardato la creazione di nuove associazioni internazionali per la difesa dei diritti dei migranti, videogiochi innovativi per sensibilizzare i giovani sulle questioni di genere, modalità educative sperimentali per insegnare agli studenti i valori della multiculturalità e combattere così le sacche di esclusione sociale da cui si generano la violenza sociale e il terrorismo. Il primo posto è spettato al team numero 8, che ha sviluppato una strategia comunicativa ed economica per contrastare la differenziazione di genere rispetto ai giocattoli, i vestiti e tutti i prodotti commerciali che diffondono gli stereotipi di genere all’interno della società. I ragazzi e le ragazze del team si sono così aggiudicati il prestigioso premio offerto: la possibilità di partecipare a una nuova entusiasmante esperienza formativa l’anno prossimo a Dubai, durante l’Esposizione Universale.

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