Morte di Freddie Mercury, 28 anni dopo la sua leggenda vive ancora

Freddie Mercury, 28 anni dopo la sua leggenda vive ancora

“Non penso dimenticheremo mai il giorno che Freddie ci disse della malattia. Ce ne andammo via da qualche parte con la morte nel cuore” (Brian May)

Il 24 novembre del 1991 il mondo della musica ha pianto la perdita di Freddie Mercury, ucciso dall’AIDS all’età di 45 anni.
Sono passati 28 anni da allora e ancora oggi il suo ricordo è immortale.
Non è un caso se il frontman dei Queen è stato eletto per il suo talento vocale e artistico dalla rivista inglese Q magazine “Leggenda del Rock”.

Nato a Zanzibar il 5 settembre del 1946, Freddie (nato Farrokh Bulsara) è sicuramente uno dei personaggi più amati e ricordati del mondo della musica.
Innovatore, sognatore e indiscusso genio musicale, a lui si devono brani immortali, come Bohemian Rhapsody, Somebody to Love o We Are The Champions.

La sua stravaganza non ha mai offuscato la sua grande capacità artistica, ma al contrario, è stato uno dei pochi a saper indossare l’abito dell’eccentricità con grande consapevolezza, stile e disinvoltura.
Tigre sul palco, fragile nella vita vera, si scontrò con una dura realtà quando comprese di essere malato di AIDS.

24 novembre 1991: la morte di Freddie Mercury

21 novembre

Nascosta al pubblico fino al giorno prima della sua morte, la malattia ebbe il sopravvento il 24 novembre del 1991, quando a seguito di una broncopolmonite dovuta alla deficienza immunitaria, si spense nella sua amata Garden Lodge a Londra.

« …Desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell’HIV e di aver contratto l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento al fine di proteggere la privacy di quanti mi circondano. Tuttavia è arrivato il momento che i miei amici e i miei fan in tutto il mondo conoscano la verità e spero che tutti si uniranno a me, ai dottori che mi seguono e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa tremenda malattia… »

“Vi amo ancora…”

These are the days of our lives, contenuto nell’album Innuendo, è uno dei brani più semplici -in termini di armonia- dei Queen, ma si tratta del primo singolo pubblicato dal gruppo dopo la morte di Freddie Mercury e il suo video fu ultimo in cui apparve.

Proprio quelle immagini testimoniano la condizione di salute di Freddie Mercury nei suoi ultimi mesi di vita.
Nemmeno il bianco e nero riuscì a camuffare il suo aspetto, visibilmente smagrito ed emaciato.
Una successiva versione a colori rivelò la drammatica realtà che si nascondeva dietro quelle immagini.

I Queen raccontarono successivamente quanto costò a Mercury girare quel video e quanto insistette per farlo.
Per tutta la durata del brano, Freddie rimane quasi completamente immobile a causa dei fortissimi dolori che provava.
Un sacrificio immenso che non ha esitato a compiere per dare un ultimo saluto ai suoi moltissimi fan.

Il video di These Are the Days of Our Lives, infatti, è considerato l’addio di Freddie Mercury.
Nell’ultima scena, il frontman dei Queen scompare sussurrando le parole “I still love you” (Vi amo ancora).

In realtà, sono in molti a considerare l’album Innuendo nella sua interezza il testamento musicale di Freddie Mercury.

 

Freddie Mercury l’immortale

A Freddie Mercury sono stati dedicati innumerevoli tributi: il più famoso resterà il Freddie Mercury Tribute Concert, un eccezionale evento musicale voluto dai Queen svoltosi il 20 aprile 1992 al Wembley Stadium.

L’11 novembre 2014 è stato rilasciato l’album, “Queen Forever” una raccolta con alcune tra i più indimenticabili successi della band con l’aggiunta di 3 inediti, tra cui un duetto con Michael Jackson.

Inoltre, nel novembre del 2018 è uscito nei cinema “Bohemian Rhapsody“,  biopic dedicato alla vita di Freddie Mercury portato sul grande schermo da Bryan Singer e Dexter Fletcher.
A dare il volto al compianto leader dei Queen un portentoso Rami Malek, che grazie alla sua interpretazione si è portato a casa il premio Oscar per il Miglior attore protagonista.

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