Dopo il terremoto è tutto complicato, ma lavorando tutti insieme i bambini si sentono al sicuro

Dopo il terremoto è tutto complicato, ma lavorando tutti insieme i bambini si sentono al sicuro

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ROMA – “Abbiamo lavorato per recuperare la normalità ripartendo dalle piccole cose, con le risorse limitate offerte dalle strutture provvisorie nelle quali è stato ripristinato il servizio scolastico. Abbiamo pensato fosse necessario dialogare con i ragazzi, spiegare quanto accaduto e creare una cultura dell’emergenza perché tutti gli studenti hanno ben chiaro di essere in una zona sismica”. Così Laura Samueli, referente dei bisogni educativi speciali (BES) dell’istituto ‘Don Lorenzo Milani’ di Pizzoli (AQ), ha spiegato a diregiovani.it le azioni messe in atto dalla scuola. Poi ha aggiunto: “lo sportello d’ascolto per alunni e genitori, finanziato dal Comune, è stato molto importante. I nostri alunni hanno lavorato sulle emozioni per elaborare un vissuto doloroso che spesso purtroppo si ripropone”.

Durante l’intervista l’esperta ci ha raccontato dove si svolgono attualmente le lezioni. La sede principale della scuola primaria e secondaria di Pizzoli è stata dislocata in un prefabbricato, prima abbandonato: “Non hanno una vera scuola, ma aule con bagno all’interno e apertura direttamente all’esterno, senza corridoi o spazi per muoversi liberamente, laboratori o aule di informatica. Ci si è adattati tutti”. I ragazzi vivono serenamente la vita scolastica come i loro coetanei di altre realtà geografiche. “È importante che i bambini possano sentirsi bene negli spazi scolastici e non costretti in una stanza dalla quale uscendo si è subito esposti alle intemperie perché non c’è un atrio, un refettorio, un laboratorio”. Quello che l’esperta si augura è di riavere presto una vera scuola, con spazi, arredi e materiali idonei. “Aspettiamo fiduciosi che la burocrazia faccia il suo corso, speriamo senza troppe lungaggini perché i bambini crescono!”

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