VIDEO| "Non bisogna essere amici della catastrofe". La vita secondo Galeffi

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Il cantautore romano ci ha raccontato il suo ritorno sulle scene dopo il successo di "Scudetto"
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ROMA – “Accettare la vita un po’ come viene” e cercare di non essere per forza “amici della catastrofe”. È questo il senso dei nuovi brani di Galeffi – “America” e “Cercasi Amore” – che segnano il ritorno del cantautore nella scena musicale.

Il 28enne romano ci ha raccontato cosa è successo nell’ultimo anno tra studio e vita privata.

Galeffi torna dopo il successo del suo disco di debutto, “Scudetto”, e si prepara a rilasciare il seguito nel 2020.

“L’anno scorso l’ho vissuto, non dico come un anno sabbatico, ma come un anno al luna park – ci ha raccontato – quest’anno, invece, l’ho percepito come un ‘tocca a te’ e ho sentito un grande senso di responsabilità nei miei confronti, nei confronti di chi mi ascolta e delle canzoni che ho scritto perché per certi versi sono un po’ come dei figli e devi avere un senso di responsabilità paterna verso i tuoi bimbi. È stato un anno molto stimolante, pieno di paure normali, giuste però anche pieno di soddisfazioni perché in questo periodo stiamo ultimando le ultime robe del disco e sapere di stare sul traguardo mi rende molto orgoglioso”.

“America” e “Cercasi Amore” segnano anche una svolta nella produzione di Galeffi, che questa volta ha voluto sperimentare con le produzioni e sfidare se stesso. Una prova che ha avuto con “America” la sua massima espressione:

“Avevo bisogno di un qualcosa che fosse una sorta chicca per il disco, che fosse qualcosa che fino a quel momento era fuori da me e proprio per questo attirava la mia attenzione. Non mi andava di essere ripetitivo nella proposta musicale rispetto al primo album e quindi – dato che mi piace molto il jazz – ho deciso che volevo fare una canzone che avesse quel tipo di sound, di approccio e di eleganza”.

Per “America”, così come per tutto il disco, Galeffi ha collaborato con i Mamakass, un duo di producer milanesi con i quali l’artista ha trovato profonde affinità:

“Hanno come qualità di essere due musicisti molto bravi ma soprattutto due ricercatori, sperimentatori e cultori del nuovo, della scoperta e del diverso. Questa loro attitudine a me affascina molto perché la condivido. Sono perfetti per un album così importante. Il secondo è sempre il più difficile nella carriera di un artista”.

Grazie ai Mamakass il consueto romanticismo pop delle precedenti produzioni di Galeffi diventa qui un pop rock rabbioso, per nulla sentimentale, e che riversa il suo mondo sguaiato in uno sfogo dirompente. Sullo sfondo, però, la volontà di resistere alle ostilità quotidiane:

“C’è la consapevolezza di dover imparare ad accettare la vita per come viene, quindi anche la faccia negativa. Certe volte uno fa di tutto per far andare bene le cose ma a volte capita che la vita ti volti le spalle. America è un invito a non vedere le cose sempre da un punto di vista negativo”.

“America” e “Cercasi Amore” sono solo un piccolo assaggio di quello che sarà il nuovo disco di Galeffi. I brani “sono servirti – ha spiegato il cantautore – per far capire ai fan o agli ascoltatori lo stesso disco che è Scudetto. Mi sono serviti per far intendere che sarà un lavoro diverso. È un disco che potrei definire vario, incoerente nella sua incoerenza e in cui ho cercato di alzare l’asticella”

 

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