Tik Tok, scoperta una falla nella sicurezza: va riaggiornata

Sulla vicenda il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma perché sono a rischio i dati personali degli iscritti
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ROMA – Ancora problemi per Tik Tok. Dopo essere stata vietata ai militari americani, perché ritenuta una ‘minaccia informatica’, la popolare app cinese deve far fronte a nuove criticità. I ricercatori di Check Point Research, gli stessi che in passato hanno segnalato vulnerabilità anche su WhatsApp, hanno scoperto una falla nella sicurezza dell’app che mette rischio i profili e la privacy degli iscritti.

Secondo quanto scoperto dal team, a causa della falla riscontrata, un hacker potrebbe entrare in un profilo e manipolarne i contenuti presenti cambiando lo status dei video caricati da privati a pubblici, cancellare i video, aggiungerne altri non autorizzati oppure accedere direttamente a dati personali come email o numeri di telefono.

Data la pericolosa vulnerabilità riscontrata, Check Point Research a fine novembre ha avvisato la società proprietaria di Tik Tok della falla e nel giro di un mese sono stati presi provvedimenti. Ora stando a quanto riportato dallo staff di Tik Tok, basta scaricare di nuovo l’app per essere più sicuri.

Il ‘buco’ nella sicurezza di Tik Tok ha allertato anche il Codacons, preoccupato per il furto di dati sensibili principalmente di minori, visto il successo dell’app tra i più giovani. Per questo l’associazione ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma sulla vicenda: “Si tratta di un caso molto grave, perché ad essere coinvolti sono video, immagini e dati sensibili dei minori, tutelati con particolare attenzione dalla normativa vigente, sia nazionale che internazionale – ha detto il presidente Carlo Rienzi – Per questo motivo abbiamo deciso di presentare oggi un esposto alla Procura di Roma affinché apra una indagine sulla vicenda, accertando le responsabilità delle carenze sul fronte della sicurezza e verificando se i dati dei minori italiani siano stati trafugati e utilizzati per fini illeciti. Riteniamo infatti che non basti l’intervento del Garante della privacy, ma debba essere la magistratura ad occuparsi del caso, considerato che l’uso illecito dei dati sensibili dei minori costituisce veri e propri reati perseguibili dalla Procura”  ha concluso il Codacons.

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Autore: Sausan Khalil
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