Ad Amatrice la 'Giornata di alfabetizzazione sismica'

Ad Amatrice la ‘Giornata di alfabetizzazione sismica’

Specialisti spiegano a studenti comportamenti prima, durante e post sisma
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

AMATRICE – Quali sono i comportamenti da adottare prima, durante e dopo un terremoto? È quello che verrà spiegato il 13 gennaio di ogni anno ai ragazzi delle scuole dei territori a rischio sismico del Lazio, a partire da oggi. È quanto prevede la legge della Regione Lazio – la prima e al momento unica Regione d’Italia ad aver istituito questa giornata dedicata – che ha scelto questa data in memoria del terremoto del 13 gennaio del 1915 che devasto’ la Marsica, in Abruzzo, e le aree limitrofe del Lazio.

La prima ‘Giornata di alfabetizzazione sismica’ si è quindi svolta ad Amatrice nella palestra dell’istituto omnicomprensivo dedicato a Sergio Marchionne alla presenza tra gli altri del sindaco di Amatrice, Antonio Fontanella, di Wanda D’Ercole, direttore regionale Lavori Pubblici Difesa del Suolo e dell’Ufficio Speciale Ricostruzione del Lazio, di Angelo Borrelli, capo dipartimento della Protezione Civile Nazionale, e di Claudio Di Berardino, assessore regionale alle Politiche per la Ricostruzione.

Tra le tante cose, ai ragazzi è stato spiegato come prevenire situazioni di pericolosità, dando la giusta collocazione nelle proprie abitazioni, agli oggetti pesanti o a quadri e specchi; chiudendo luce e gas in caso di emergenza; individuando le aree delle casa dove ripararsi. E ancora, cosa fare durante l’evento sismico nei luoghi chiusi o all’aperto: quindi, non precipitarsi fuori ma aspettare la fine della scossa e senza mai usare l’ascensore. Se si è all’aperto, allontanarsi da edifici, alberi, lampioni e dalle zone costiere. Infine, dove dirigersi al termine del terremoto e come prestare soccorso.

Alle centinaia di ragazzi è stato spiegato come tutto il Paese sia ad elevato rischio sismico e che la maggior parte degli edifici sono stati costruiti non a norma. Per questo, in attesa che dai governi vengano attuate delle vere politiche di edilizia antisismica, è fondamentale che chiunque sappia cosa fare e non si faccia trovare impreparato in caso di necessità.

“È importante- si legge nell’opuscolo ‘L’Abc in caso di terremoto’, distribuito agli studenti- che tu sappia quando e come è stata costruita la tua casa e se in seguito è stata adeguata alle norme antisismiche”, perché “è il crollo delle case che uccide, non il terremoto”. Per chiarire ancora meglio il concetto, secondo il presidente della commissione Grandi Rischi della Protezione Civile nazionale, Gabriele Scarascia Mugnozza, “se il terremoto che ha distrutto Amatrice nell’agosto del 2017 ci fosse stato in Giappone, i danni sarebbero stati quasi nulli”.

“Quando nei prossimi giorni verrà nominato il direttore dell’Ufficio scolastico regionale- ha detto Di Berardino all’agenzia Dire– lo incontreremo per fare in modo che in ogni scuola e in ogni classe ci sia un orario dedicato alla prevenzione. Questo significa parlare di regole, di programmazione e di partecipazione: in poche parole incentivare il più possibile la cultura della prevenzione, per evitare che questi disastri, quando si ripetono, colgano impreparati”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it