100 anni di Fellini, il ritratto del grande regista

Dagli esordi al successo internazionale: scopriamo chi era

ROMA – Il grande Federico Fellini torna alla ribalta delle cronache, e continua a far parlare di sé sia come pioniere del cinema moderno, sia come artista a tutto tondo, colui che ha in un certo senso, creato il cinema non soltanto italiano così come lo conosciamo oggi. Un visionario, un autore, un regista, per alcuni periodi un vignettista e un ‘gag-man’ che ha portato il cinema italiano ai vertici internazionali. Al centro delle sue opere c’è la ricerca dell’intimo umano, per rendere i tormenti dell’uomo moderno e la sua psiche ‘spettacolari’: il lavoro di una vita che lo ha portato a vincere ben 4 oscar per il miglior film straniero ed 1 alla carriera. Scopriamo insieme chi era Federico Fellini.

GLI INIZI

Inizia fondando la Bottega Febo per eseguire caricature dei villeggianti. Molte sue caricature vengono pubblicate su la Domenica del Corriere. Nel 39 si trasferisce a Roma con la ‘scusa’ di iscriversi a Giurisprudenza. Inizia ad approcciarsi al mondo dello spettacolo, stringe amicizie con Aldo Fabrizi, Erminio Macario e Marcello Marchesi, nomi di peso nel panorama della comicità e della satira di allora. Da queste frequentazioni nasce la voglia di scrivere i primi copioni: infatti per Macario produrrà diverse ‘gag’ già dal 1939. L’amore con Giulietta Masina, attrice che interpreta il personaggio di Pallina, un ruolo scritto da lui, sfocia nel matrimonio nel 1943. I due si conoscono all’EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche), l’odierna RAI, durante le registrazioni di Terziglio, programma radiofonico che ospita la rivista ‘Le Avventure di Cico e Pallina’. Inizia a collaborare con la trasmissione, curando la seconda edizione.

LA SVOLTA: IL NEOREALISMO

Durante la guerra, inizia a collaborare con Rossellini scrivendo capolavori che resteranno nella storia, come ‘Roma città aperta’ e ‘Paisà’. Esordisce alla regia con Alberto Lattuada, amico e in un certo senso mentore, con cui scrive ‘Luci del Varietà’ nel 1951, in cui si inizia ad intravvedere la sua ispirazione autobiografica e l’interesse per gli ambienti dell’avanspettacolo. L’anno dopo arriva il battesimo da regista solista con ‘Lo Sceicco Bianco’. Grazie a ‘I Vitelloni’, inizia a farsi conoscere a livello internazionale. I suoi personaggi sono patetici, antieroi per eccellenza, torna indietro nel tempo e rivisita la sua adolescenza a Rimini tramite loro. Il primo Oscar arriva nel 1954 con la pellicola ‘La Strada’, il film che lo trasformerà in star di fama mondiale. La moglie, Giulietta Masina, interpreta ruoli via via più importanti. Da qui è tutta discesa: nel 1957 con ‘Le Notti di Cabiria’ vince il secondo oscar, protagonista sempre sua moglie, che interpreta la parte di una prostituta che con la sua generosità e ingenuità paga atroci delusioni, Cabiria appunto. ‘La Dolce Vita’ vince la Palma d’oro a Cannes, ed è una tappa fondamentale per traslare la struttura tradizionale del film. La pellicola viene accolta con un certo scalpore, perché con disinvoltura, vengono rappresentate scene erotiche, volendo sottolineare la caduta dei valori della società moderna. ‘8 e Mezzo’ vince la terza statuina d’oro, è un’occasione per evidenziare le difficoltà nel mondo dello spettacolo. La pellicola racconta la storia di un regista, le sue crisi di uomo e di autore. Con Amarcord,in dialetto “mi ricordo”, Fellini vince il suo quarto Oscar , ritornando agli anni del liceo nella sua città natale, con il protagonista assoluto della pellicola che è la città di Rimini. Solo alcuni mesi prima di morire, nella primavera del 1993, Fellini riceve il suo quinto ed ultimo Oscar, questa volta alla carriera. Si spegne a Roma il 31 Ottobre 1993.

2020-01-20T15:19:28+01:00