RECENSIONE|1917: la regia (da Oscar) di Sam Mendes è mozziafiato

RECENSIONE|1917: la regia (da Oscar) di Sam Mendes è mozziafiato

 

 

Dal 23 gennaio al cinema
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La prima volta che ho capito cos’è una guerra è stato quando mio nonno mi ha raccontato la sua esperienza della prima guerra mondiale. Ma questo film non esplora la storia di mio nonno bensì lo spirito che la permeava, gli eventi vissuti da quegli uomini, i loro sacrifici, cosa voleva dire credere in qualcosa che andava al di là di sé stessi“.

ROMA – A quattro anni da Spectre, Sam Mendes torna il 23 gennaio al cinema con 1917, che si è aggiudicato ben 10 nomination agli Oscar 2020. Il film è stato candidato come Miglior film, Miglior regia, Miglior sceneggiatura originale, Miglior fotografia, Miglior colonna sonora, Miglior montaggio sonoro, Miglior sonoro, Miglior scenografia, Miglior effetti speciali e Miglior trucco e acconciature.

Il regista premio Oscar di Skyfall, Spectre e American Beauty, porta al cinema la sua singolare visione dell’anno cruciale della Prima Guerra Mondiale attraverso la missione, apparentemente impossibile, di due giovani soldati britannici: Schofield (George MacKay) e Blake (Dean-Charles Chapman). In una corsa contro il tempo, devono attraversare il territorio nemico e consegnare un messaggio che fermerà un attacco mortale contro centinaia di soldati, tra questi il fratello di Blake. 

Mendes, con questo film, conferma ancora una volta la sua abilità da fuoriclasse con la macchina da presa. La regia è, senza alcun dubbio, da Oscar: il regista ci regala un’esperienza immersiva potente e straordinaria fatta di effetti speciali, dal suo piano sequenza (tra i migliori degli ultimi anni) e dalla ricostruzione delle trincee, riuscendo a trasmettere il senso claustrofobico mozzafiato dei luoghi piccoli e stretti. Un pizzico di emotività in più avrebbe dato alla storia maggiore appeal.

1917 di Sam Mendes (2020) - Trailer Ufficiale HD

1917, la storia

I caporali Schofield e Blake, dell’8° Battaglione, condividono amicizia e un senso di cameratismo. Il loro legame, nell’arco di un breve periodo, verrà messo alla prova in un modo che nessuno dei due avrebbe mai potuto immaginare. Armati di mappe, torce, pistole lanciarazzi, granate e pochi viveri, devono attraversare la Terra di Nessuno e trovare il fratello maggiore di Blake, un tenente del 2° Devon. Hanno ricevuto l’ordine di dirigersi a sudest, fino a quando non raggiungeranno la cittadina di Écoust, dove dovranno individuare il battaglione appostato nel Bosco di Croisilles, consegnare al Colonnello Mackenzie una lettera da parte del Generale Erinmore e salvare così centinaia di commilitoni da morte sicura per opera dei tedeschi. In pochi sanno, e anche Erinmore lo ignora, che in realtà i tedeschi hanno messo in scena un ritiro strategico e che in realtà sono pronti ad annientare chiunque osi sfidarli. Questa missione spaventosa e inattesa, cambierà il corso della loro vita. Un compito apparentemente impossibile, una corsa contro il tempo. I due uomini devono attraversare il territorio nemico per consegnare un messaggio che potrebbe salvare 1600 commilitoni. In questa avvolgente esperienza cinematografica, Mendes catapulta il pubblico nel pericolo e nella vastità della Prima Guerra Mondiale, calandolo all’interno del conflitto. Il film rende omaggio non solo ai soldati della Prima Guerra Mondiale ma a tutti i militari, del passato e del presente, e al loro sacrificio per il bene comune e la ricerca della libertà.

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