VIDEO | Moda. A proposito di talento con Simonetta Gianfelici e Sara Sozzani Maino

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Si è conclusa la Roma Fashion Week organizzata da Altaroma. L'appuntamento consacra la città capitale della moda indipendente e dei talenti emergenti
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Roma – Può rivivere la capitale la gloria dei bei tempi in cui era il polo indiscusso dell’alta moda? Se Milano e Firenze salgono sul podio per il womenswear e il menswear, Roma si sta confermando la città della moda indipendente, dei talenti emergenti e dei designer illuminati capaci di sperimentare e innovare. Ad accendere i riflettori sui nuovi nomi del settore ci pensa Altaroma che, durante la Roma Fashion Week appena conclusa, ha dato spazio a 154 tra brand e startup, 200 studenti, eventi e talk dedicati all’economia circolare, all’intelligenza e creatività artigianale e all’innovazione ma anche a workshop, proiezioni e installazioni. Una manifestazione Altaroma che ha il merito di consacrare la città “culla dei giovani creativi”. Tra una sfilata e molti appuntamenti abbiamo incontrato Simonetta Gianfelici e Sara Sozzani Maino, la prima è Fashion Consultant and Talent Scout, Head of  Project Who is on next? Altaroma e la seconda è Vicedirettore Progetti Speciali Moda Vogue Italia e Direttore Vogue Talents.

Gli abbiamo chiesto se nella moda degli anni Venti le opportunità per i designer emergenti siano concrete, perché – all’apparenza – il ricambio generazionale nel Paese stenta a farsi sentire. Abbiamo voluto sapere fino a che età si è giovani nel settore e quali siano le credenziali necessarie per emergere. Ma soprattutto abbiamo voluto ragionare sul talento: «Il talento non basta – ha detto Simonetta Gianfelici – l’1% è ispirazione e il 99% è traspirazione, cioè sudore». «L’Italia è un paese un po’ particolare, – ha ricordato Sara Sozzani Maino – tende sempre a reprimere quelle persone che hanno qualcosa da dire». Piattaforme come Altaroma, occasioni come Portfolio Review, Vogue Talents o Who is on next? danno però da qualche anno a questa parte l’opportunità di farsi conoscere. «Non basta la moda», concordano all’unisono le due. Serve cultura in ogni ambito: conoscenza dei nuovi linguaggi, ispirazione e competenza nell’arte, nel cinema e nella musica. La curiosità deve essere un motore. E i designer “di Altaroma” hanno dimostrato di avere una marcia in più. Come ha detto Silvia Venturini Fendi: «La rivoluzione della moda sostenibile è nelle loro mani».

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