Un pietra d'inciampo all'ic 'Portella della Ginestra' di Vittoria

Un pietra d’inciampo all’ic ‘Portella della Ginestra’ di Vittoria

La targa svelata dal nipote di un siciliano scampato allo sterminio di Auschwitz
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RAGUSA – “La vigliaccheria dell’indifferenza è inammissibile. L’indifferenza è la chiave per comprendere la ragione del male, è complice dei misfatti peggiori. I miei alunni, tutta la comunità sa che c’è un’alternativa, quella di prenderci cura del prossimo. Ai miei bambini e ai miei ragazzi voglio dedicare questa bellissima giornata, loro sono la cura di questo mondo che a volte si ammala di storture, di offese, di violenze. Auguro loro di essere testimoni di coraggio”.

Così Daniela Mercante dirigente scolastica dell’IC ‘Portella della Ginestra’ nel cortile dell’istituto di Vittoria (Ragusa), durante la celebrazione pubblica della giornata della Memoria per la messa in posa della pietra d’inciampo, in ricordo delle vittime dell’Olocausto.

La scuola siciliana fa parte delle 200 scuole del territorio nazionale a cui sono state donata le targhe calpestabili, simbolo della memoria storica, contro ogni forma di odio e di prevaricazione. Il progetto rientra nelle azioni del ministero dell’Istruzione ed è stato realizzato dall’istituto ‘Einaudi’ di Roma in collaborazione con diregiovani.it e la fondazione Mite. La pietra d’inciampo è stata posizionata all’ingresso dell’istituto, in memoria del vittoriese Giuseppe Oliva, scampato al campo di concentramento di Auschwitz. A svelarla, dal tricolore che la ricopriva, è stato il nipote di Oliva, Giordano Sbezzo, ex alunno della scuola. Un momento di riflessione per gli alunni presenti insieme alle loro famiglie ed alle autorità ragusane, tra cui il commissario straordinario di Vittoria Filippo Dispenza.

“La donazione della pietra d’inciampo- ha detto Filippo Dispenza– è il riconoscimento per quello che ‘Portella della Ginestra’ sta facendo per l’educazione delle nuove generazioni. Oggi il 16% degli italiani afferma che l’Olocausto non sia mai esistito, forse queste targhe simboliche dovrebbero essere davvero poste in modo sopraelevato, affinché chi non crede nell’esistenza dello sterminio nazista, possa inciamparvi e prendere coscienza di quello che dice”.

Interpretazioni di poesie e letture di brani dedicati alle vittime della Shoah da parte dei ragazzi dell’istituto si sono alternati alle esibizioni del coro dei bambini e degli insegnanti di musica. Anche gli alunni hanno posto delle domande alla loro dirigente scolastica sull’importanza della giornata della Memoria. Omar, di prima media, citando Primo Levi, chiede che cosa ancora “non abbiamo capito dopo 75 anni dall’Olocausto”.

“Non abbiamo ancora compreso che la vita va vissuta all’insegna degli ideali di fraternità e pace- conclude Daniela Mercante– non abbiamo compreso che nessuno è in diritto di giudicare l’altro o addirittura di toglierli la vita. Spero che i miei alunni possano vivere in un mondo meno imperfetto di quello di adesso”.

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