Il mistero del Triangolo delle Bermuda: verità o leggenda?

Il mistero del Triangolo delle Bermuda: verità o leggenda?

Il mistero non è stato ancora svelato
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Bombe d’aria, bolle di metano, errori umani, variazioni magnetiche. Non esiste ancora una spiegazione definitiva alle sparizioni di navi e aerei nel famigerato Triangolo delle Bermuda.
Quel lembo di oceano Atlantico compreso tra Bermuda, Florida e Puerto Rico è una delle aeree popolarmente note come luogo di misteri irrisolti.
Sebbene in realtà navi e aerei svaniscano nel Triangolo come in qualsiasi altro luogo, è pur vero che molti di questi “incidenti” al momento non trovano una spiegazione.

IL TRIANGOLO DELLE BERMUDA

Affermazioni insolite e paranormali sul Triangolo delle Bermuda risalgono al primo viaggio di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo nel 1492.
L’esploratore aveva registrato nel suo diario di bordo problemi alla bussola e bizzarri fenomeni meteorologici.

Il nome “Triangolo delle Bermuda” arriva da un articolo del 1964 pubblicato nel magazine Argosy, che intitolava: “The Deadly Bermuda Triangle”.

La zona, conosciuta anche come il “Triangolo del Diavolo”, è una regione occidentale del Nord Atlantico delimitata dalle isole Bermuda, Puerto Rico e un punto vicino a Melbourne, in Florida, dove numerose navi e aerei sono misteriosamente scomparsi nel corso dei secoli.

Dall’inizio delle prime rilevazioni nel 1851, si stima che circa 8.127 persone siano state disperse nel Triangolo delle Bermuda.

Spiegazioni naturali

– I fondali oceanici hanno molte anomalie magnetiche che possono produrre fuorvianti letture della bussola.

– I depositi di gas di metano congelato possono esplodere in scoppi estremamente violenti in grado di affondare anche navi di grandi dimensioni.

– La zona sarebbe anche soggetta a bombe d’aria, ossia nuvole esagonali che possono  raggiungere velocità fino a 270km/h ed essere ampie dai 30 agli 80 km, creando onde alte quasi 15 metri.
Questo tipo di forza può abbattere oggetti che attraversano l’area.

Il misterioso caso degli Avenger

La paura del Triangolo delle Bermuda è iniziata 75 anni fa con uno dei casi più famosi, quello degli Avenger (Flight 19), 5 aerei militari statunitensi scomparsi nei pressi dell’area il 5 dicembre 1945.
Decollati dalla base di Fort in Florida per una normale esercitazione, un’ora e mezzo dopo la partenza i piloti comunicarono che non vedevano più la terra.
Il messaggio può sembrare normale, se non fosse che dalla distanza e dalle coordinate a cui si trovavano, (e anche per le condizioni favorevoli) avrebbero dovuto facilmente vedere la costa.

Prima di perdere il contatto radio si dice che il capo degli Avenger avesse dichiarato: “Tutto sembra strano, persino l’oceano” e “Stiamo entrando in acque bianche, nulla sembra corretto”. Né gli aerei né i 14 membri dell’equipaggio furono mai trovati. Un aereo di ricerca e salvataggio con 13 uomini a bordo fu inviato per localizzare gli aerei dispersi, ma anch’esso con i suoi passeggeri scomparve inspiegabilmente. E così, la reputazione maledetta del Triangolo delle Bermuda si è consolidata.

Alcuni studi hanno concluso che gli incidenti avvenuti sono derivati da normali cause fisiche e meccaniche, ma questa spiegazione non ha trovato molti consensi popolari.

Dopo l’episodio, gli storici hanno iniziato a guardare alle registrazioni passate, scoprendo che 300 navi e molti altri aerei erano scomparsi nella zona per tutto il 20° secolo.

COSPIRAZIONI

Non mancano diverse teorie del complotto sul Triangolo delle Bermuda.
Alcuni sostengono sia una zona controllata dagli alieni, che hanno scelto quel ritaglio di Atlantico come territorio di volo.
Secondo altri, la regione sarebbe in realtà un enorme portale spazio-temporale, una distorsione dello spazio-tempo che conduce in un’altra epoca e in un un altro luogo.

Per quanto affascinante, il Triangolo delle Bermuda non ha niente di soprannaturale. Gli scienziati sostengono che il mistero del triangolo maledetto non ha modo di esistere, semplicemente perché navi e aerei “svaniscono nel Triangolo delle Bermuda come svaniscono in qualsiasi altro luogo”.

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