Premio César a Roman Polanski, attrici e femministe francesi in rivolta

Il regista, accusato di stupro e molestie sessuali, ha ottenuto il riconoscimento come 'Miglior regista' per il film 'L’ufficiale e la spia'
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ROMA – Da una parte attori e attrici ‘in grande spolvero’ dall’altra proteste e lacrimogeni sparati dalla polizia per disperdere le femministe in rivolta. E’ stata una serata all’insegna delle polemiche, quella che si è svolta ieri sera alla Salle Pleyel di Parigi in occasione dei Premi César, gli Oscar francesi del cinema. Ad infastidire, soprattutto la platea femminile, è stato il riconoscimento assegnato a Roman Polanski, accusato da anni di violenza sessuale e stupro e premiato come miglior regista per il film ‘L’ufficiale e la spia’. Dopo l’annuncio, la prima attrice a lasciare la sala è stata Adèle Haenel ( molestata a 12 anni e per i seguenti tre anni, dal regista del suo primo film e per questo diventata il simbolo del #meetoo francese) seguita dalla regista Céline Sciamma. Una cerimonia piena di tensione quella di ieri sera, in cui il protagonista assoluto è stato per lo più il silenzio. Già nei giorni scorsi infatti le 12 nomination di Polanski, avevano dato vita a proteste tanto che l’intero consiglio direttivo dei Premi César si era dimesso. Vista la situazione e per sottrarsi ad un ‘tribunale autoproclamato’, il regista franco-polacco aveva già deciso di non partecipare alla cerimonia di premiazione. Il ‘caso Polanski’ di ieri a Parigi però, è solo l’epilogo di una serie di polemiche che non hanno risparmiato anche lo scorso festival di Venezia.
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Autore: Sausan Khalil
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