Coronavirus. Preside Lombardia a colleghi: "Didattica digitale si può fare"

Coronavirus. Preside Lombardia a colleghi: “Didattica digitale si può fare”

L'esperienza e i consigli della dirigente scolastica dell'ic Viale Legnano di Parabiago
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MILANO  – “Parabiago è un paese di 25mila abitanti quindi la scuola rappresenta un riferimento per la comunità. Perciò, come prima azione, ho deciso di aggiornare il sito d’istituto con tutte le informazioni necessarie sul coronavirus”.

Così a diregiovani.it la dirigente dell’istituto comprensivo ‘Viale Legnano’ di Parabiago (Milano), Monica Fugaro, che racconta:

“Sin da subito ho suggerito al mio collegio di attivarsi con la didattica a distanza, ciascuno secondo le proprie possibilità. Ogni docente sta valutando come operare, in generale però, dal registro elettronico a varie piattaforme, stiamo caricando schede, testi, video. Lo scambio di materiali tra docenti e studenti è reale. Tra i docenti stessi c’è grande collaborazione e spirito di squadra, stanno venendo fuori risorse quasi inaspettate, oserei dire. E anche dal punto di vista amministrativo posso dire che è tutto sotto controllo. I nostri bambini dell’infanzia invece stanno inventando storie e disegni sul mostriciattolo del coronavirus, l’abbiamo ribattezzato così. Alle maestre poi ho suggerito di registrare letture e lezioni, per dare modo agli alunni di ascoltarsele da casa, magari insieme ai nonni e ai genitori. Sono contenta, sento che le famiglie stanno apprezzando i nostri sforzi”.

Ai colleghi che invece hanno difficoltà nell’avviare la didattica a distanza la Fugaro dice:

“Innanzitutto il registro elettronico si può usare come un diario, si chiede ai docenti di dare compiti, bastano semplici slide e una richiesta di restituzione tramite mail. Questo si può fare. Poi esistono alcune piattaforme, come ‘Edmodo’ o ‘Weschool’, che sono davvero molto intuitive. Qualsiasi docente può imparare rapidamente a usarle e, a costo zero, avrà una classe virtuale, con servizi di messaggistica, compiti con scadenza e notifiche, webinar. I ragazzi generalmente vanno matti per queste cose”.

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