Infezioni intime e prevenzione alimentare

Infezioni intime e prevenzione alimentare

Le infezioni delle parti intime sono generate da batteri, virus, protozoi, funghi ed ectoparassiti. I batteri provocano per esempio la gonorrea e la cistite; i virus l’herpes genitale e il papilloma virus; i protozoi uretrite e vaginite; i funghi, invece, la candida e gli ectoparassiti la scabbia.

Una diagnosi medica precoce è di fondamentale importanza poiché curarle in tempo evita il peggioramento del quadro clinico. Per prevenire le infezioni, invece, si possono mettere in atto diversi accorgimenti nella vita di tutti i giorni, partendo dal curare l’igiene intima quotidiana con detergenti naturali che non alterino l’acidità della flora vaginale, che non deve superare Ph <4,5. I veri e propri “controllori” dell’ecosistema vaginale sono i lattobacilli (bacilli di Doederlain), che producendo l’acido lattico, mantengono l’equilibrio di tale ambiente.

Un altro elemento fondamentale, nel caso di rapporti sessuali occasionali, è l’utilizzo del preservativo, poiché lo sperma abbassa il grado di acidità della flora vaginale, rendendo più facile l’insinuazione di microrganismi. Può sembrare banale ma utilizzare un abbigliamento comodo può evitare le irritazioni e, essendo le infezioni anche di natura allergica, è meglio non utilizzare tessuti sintetici.

L’equilibrio vaginale è strettamente collegato all’equilibrio della flora batterica intestinale, infatti, l’anatomia del tratto ano-genitale femminile facilita il passaggio dei microbi intestinali a livello genitale-urinario.

Nel caso in cui ci sia la necessità di una terapia farmacologica, per curare le infezioni, è necessario, quindi, associare anche una terapia alimentare con una dieta sana e bilanciata ricca di frutta e verdura, poiché le fibre riequilibrano la flora batterica intestinale strettamente collegata a quella vaginale.

L’alimentazione quindi è di fondamentale importanza nella prevenzione delle infezioni. Da un’indagine sulla microflora intestinale condotta dal dott. Nicola Blasi, emerge che su 1521 donne (86% afroamericane) il rischio di vaginosi batterica aumenta del 50% con l’aumentare dei grassi nella dieta e si riduce del 60% con l’incremento di folati, di vitamina E e di calcio. (Review di MENEZES et al, 2009).

Può essere utile aumentare le vitamine e i minerali che rinforzano le difese del sistema immunitario e diminuire l’assunzione di carboidrati, lieviti, zuccheri, alcolici, bevande gassate ed eccitanti e latticini che fermentando favoriscono l’aumento dei miceti. Nel caso della Candida per esempio è consigliabile il consumo di yogurt, un fermento lattico antagonista del fungo e nel caso della cistite recentemente sono stati proposti alcuni rimedi come l’estratto di semi di pompelmo, l’uva ursina e il succo di mirtillo, che sembrano bloccare o non favorire la crescita batterica rendendo le urine più acide. È fondamentale inoltre bere molta acqua per mantenere l’intestino pulito, non sottovalutare l’attività fisica e se possibile limitare l’utilizzo di farmaci cortisonici ed antibiotici che indeboliscono il sistema immunitario.

Come per le infezioni intime e per molte altre patologie un’alimentazione adeguata quindi è l’inizio di una giusta prevenzione.

Lo sapevi che…

Un gruppo di ricercatori, tra i quali l’allergologo jack F. Bukowski, hanno introdotto cellule T (componenti del sistema immunitario) nel tè ed hanno scoperto che le cellule erano molto più veloci e potenti nel contrastare la presenza dei batteri. Hanno poi fatto bere regolarmente il tè ad alcuni volontari sani e dopo un mese, le cellule T dei bevitori di tè avevano una maggiore capacità di produrre composti chimici antibatterici rispetto alle cellule T del gruppo di controllo che aveva bevuto caffè. (Notizia aggiornata al 4 maggio 2003)

Da un gruppo di ginecologi dell’università di Pittsburgh, è stata condotta una ricerca su circa cinquecento donne in gravidanza valutando i loro livelli di vitamina D in relazione alla presenza di una vaginosi batterica. I dati indicano che ben il 93% delle donne con vaginiti aveva anche un deficit più o meno accentuato di vitamina D: riducendosi i livelli di tale vitamina, cresceva la probabilità di infezione. Anche a seguito di questi risultati, un gruppo di ricercatori del Wexner Medical Center della Ohio State University ha indagato su che cosa accade integrando la vitamina in poco più di cento donne con vaginosi, nella speranza di ridurre il rischio di recidive ma l’esperimento non ha funzionato (i dati sono pubblicati nell’American Journal of Obstetrics and Gynecology).

Hellberg et al (2001) hanno evidenziato la presenza di lattobacilli nel 73,7% dei soggetti appartenenti ad un gruppo di donne senza vaginite mentre questo era possibile solo nel 29,8% dei casi quando i soggetti erano affetti da vaginite.

L’aglio stimola il sistema immunitario, aiutando l’organismo a combattere naturalmente le aggressioni esterne; il pompelmo è un vero e proprio antibiotico e antisettico naturale, indicato come rimedio per la candida, ha effetti positivi anche su cistite e irritazioni del colon; la camomilla e la malva riducono i fastidi connessi a cistiti e altre infezioni urinarie; i chiodi di garofano hanno un effetto antisettico insieme alla curcuma, spezia antinfiammatoria per eccellenza.

Dubbi e domande:

Anastasia, 28 anni
Da diversi anni soffro di infezioni recidivanti di candida, unite di tanto in tanto ad altre…
Aurora, 17 anni
Ho perdite bianche, prurito e l’odore non è dei migliori, si tratta della candida?…
Anonima, 40 anni
Tra le infezioni rilevabili dal pap test, vi e’ anche la gonorrea?…


Serena Missori, endocrinologa e nutrizionista, ospite di Monica Di Loreto alla trasmissione “Il mio medico”.

Il mio medico - I cibi antinfiammatori

 

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