Coronavirus. Roma, preside 'Einaudi': "Docenti assisteranno i ragazzi"

Coronavirus. Roma, preside ‘Einaudi’: “Docenti assisteranno i ragazzi”

Moduli didattici disponibili on line
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ROMA – Aule vuote e corridoi silenziosi. È un giovedì insolito per l’istituto ‘Luigi Einaudi’ di Roma, abituato ad ospitare più di 800 studenti, e per le scuole di tutta Italia, che hanno sospeso la loro attività didattiche fino al 15 marzo in via preventiva, per contenere l’emergenza Coronavirus. Gli alunni sono a casa, ma le scuole sono aperte: presidenza e personale restano in servizio.

“Ce l’aspettavamo, ma abbiamo atteso la fonte ufficiale prima di dare la comunicazione sul sito- commenta all’agenzia Dire la dirigente scolastica dell’istituto Einaudi, Diana Guerani– Ci stiamo già mobilitando per progettare l’attività a distanza: la sospensione è effettiva, ma i ragazzi dovranno continuare ad essere assistiti dai loro docenti”.

Per farlo, i docenti dell’istituto caricheranno moduli da inserire nelle piattaforme online per interagire con le classi, e i professori meno avvezzi alla tecnologia potranno contare sul sostegno dei loro colleghi.

“Questa situazione sta creando un po’ di disorientamento- ammetta la vicepreside, Marina Di Foggia- per questo la scuola emanerà oggi stesso una circolare con tutte le indicazioni per studenti e docenti: i siti, i programmi e le piattaforme che riempiranno il vuoto di questi giorni. E anche chi non è abituato ad utilizzare le piattaforme online- continua la vicepreside– potrebbe cominciare a cimentarsi con la didattica alternativa, che oggi investe tutta la scuola italiana. Ci saranno lezioni in streaming e ci saranno degli orari, ma resteranno elastici, per lasciare i materiali a a disposizione degli studenti indipendentemente dall’orario scolastico”.

Ragazzi e docenti hanno reagito quindi con ragionevolezza, secondo il racconto della dirigenza.

“Dobbiamo affrontare questo momento difficile di emergenza senza provocare smarrimento- conclude Diana Guerani– Non dobbiamo abbandonare i ragazzi, anche perché la sospensione potrebbe prolungarsi. Quindi dobbiamo attivare metodologie didattiche per far sì che questa sosta non voglia dire interruzione totale. E anche i maturandi devono stare tranquilli, saranno messi nelle condizioni di sostenere l’esame. La scuola continua ad essere aperta”.

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