Coronavirus. Quali sono i sintomi e cosa fare in caso di sospetto contagio

Coronavirus. Quali sono i sintomi e cosa fare in caso di sospetto contagio

Le linee guida del ministero della Salute
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Esperti di tutto il mondo sono al lavoro per trovare un vaccino per COVID-19, ma i tempi potrebbero essere relativamente lunghi. Nel frattempo, i governi di tutto il mondo stanno attuando misure di emergenza per contenere l’epidemia. Anche l’Italia, dove da oggi tutte le scuole della penisola sono chiuse in via precauzionale e tali rimarranno fino a metà marzo.
La cooperazione è fondamentale per ridurre il rischio di contrarre o diffondere il nuovo Coronavirus.
Ricorda che esistono diverse cause di malattie respiratorie e COVID-19 può essere una di queste. 

I sintomi del Coronavirus (COVID-19)

I sintomi più comuni di COVID-19 sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare dolori, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente. Alcune persone si infettano ma non sviluppano alcun sintomo e non si sentono male.

La maggior parte delle persone (circa l’80%) guarisce dalla malattia senza bisogno di cure speciali. Circa 1 su 6 persone positive al COVID-19 si ammala gravemente e sviluppa difficoltà respiratorie. Le persone anziane e quelle con condizioni mediche come ipertensione, problemi cardiaci o diabete, hanno maggiori probabilità di sviluppare malattie gravi.

Cosa fare in caso di sospetto contagio. Le linee guida del ministero della Salute

Se presenti febbre, tosse o difficoltà respiratorie e sospetti di essere stato in stretto contatto con una persona affetta da malattia respiratoria Covid-19: 

  • rimani in casa, non recarti al pronto soccorso o presso gli studi medici ma chiama al telefono il tuo medico di famiglia, il tuo pediatra o la guardia medica. Oppure chiama il numero verde 1500 o i numeri verdi regionali (qui l’elenco). Utilizza i numeri di emergenza 112/118 soltanto se strettamente necessario.
  • Ricorda che per tutte le persone che rientrano dai viaggi dalle zone a rischio negli ultimi 14 giorni c’è obbligo di isolamento domiciliare fiduciario e di comunicazione al Dipartimento di prevenzione della propria ASL.   
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