Coronavirus. Lorenzo, 17 anni: "Limiti libertà necessari, rispettiamo regole"

Coronavirus. Lorenzo, 17 anni: “Limiti libertà necessari, rispettiamo regole”

Studente di 'Grandi Scuole' racconta le sue giornate a diregiovani.it
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Lorenzo, 17enne romano, studia scienze umane a ‘Grandi Scuole’, una scuola privata che da oltre trent’anni si occupa di preparazione e recupero di anni scolastici. Su quanto sta accadendo, tra didattica a distanza e regole per il contenimento della diffusione del coronavirus, Lorenzo ha uno sguardo chiaro e maturo. Diregiovani.it ha chiacchierato un po’ con lui.

“La mancanza del contatto col professore inizialmente mi spaventava- confessa Lorenzo– però non immaginavo minimamente le lezioni online che ora stiamo facendo, pensavo ci avrebbero dato solo dei compiti”.

In due giorni, come ha raccontato a diregiovani.it il direttore Ilario Losito, ‘Grandi Scuole’ ha convertito digitalmente la totalità della sua didattica. Lorenzo, così come gli altri studenti, ha ricevuto per posta il calendario delle lezioni e i materiali necessari:

“Dopo un confronto iniziale sull’attualità, abbiamo ripreso il programma da dove lo avevamo interrotto. Le lezioni che facciamo online mi piacciono, anche perché mi piace la tecnologia, se capita che i professori abbiano difficoltà a usare le piattaforme sono contento di dare una mano. Ora sono in pari. Ho avuto la conferma di essere seguito davvero bene”.

Tra pochi mesi, giugno o luglio a seconda di quanto stabilirà il ministero dell’Istruzione, lo attende un esame di idoneità per il passaggio al quarto anno:

“Mi spaventa molto, ma non di più, perché sto studiando di più. Ogni pomeriggio, anziché uscire, sistemo gli appunti della mattina, e se ho dubbi scrivo a miei professori. Gli appunti poi, che mi piace prendere anche in aula, online mi viene ancora più facile” racconta Lorenzo.

Tre ore di lezione tutti i giorni tranne la mattina dedicata all’alternanza scuola-lavoro, che non è stata sospesa. Il gruppo di cui fa parte Lorenzo, con il tutor, sta lavorando alla creazione di un’app in tre lingue (italiano, inglese, spagnolo) che ha lo scopo di suggerire tour guidati della città di Roma e dei suoi musei, calcolando i prezzi più bassi a seconda del budget indicato dall’utente.

Certo è che se “all’inizio mi divertivo anche a stare a casa, ora un po’ meno. Però mi sono organizzato molto bene- aggiunge Lorenzo- tra le videolezioni, i videogiochi e le videochat con i miei amici il tempo passa. E poi sono appassionato di politica quindi seguo l’attualità”. “Quello che sta accadendo mi ha stupito molto- riflette poi– Mi ricordavo quando guardavo le immagini da Wuhan, le città deserte… pensare che ora è successo anche qui, ecco, un certo effetto lo fa. Quando mi affaccio e penso che non si può uscire… non ho realizzato ancora del tutto. Però ci deve confortare il fatto che, in fin dei conti, ci chiedono solamente di stare a casa per contribuire a cambiare la situazione più rapidamente. Il premier ci ha chiesto di rispettare tutte le regole, facciamolo”.

Chi minimizza il pericolo o si mostra insensibile verso le fasce deboli della popolazione che sono più esposte al virus e si dichiara contrario alla quarantena, secondo Lorenzo, sbaglia:

“La nostra libertà è limitata per necessità, io ne sono consapevole, basta vedere i dati”. 

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it