Coronavirus: la lettera della dirigente del 'Vittorio Emanuele di Catanzaro

Coronavirus: la lettera della dirigente del ‘Vittorio Emanuele di Catanzaro

"Fate tesoro di questo inaspettato e doloroso stan-by"
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CATANZARO – “Carissimi tutti, da molti giorni era mia intenzione cercare di raggiungervi seppur con una modalità che chi mi conosce sa non far parte del mio modo di essere, ma purtroppo il famigerato Covid 19 ci ha isolato gli uni dagli altri. La nostra scuola anche in questi giorni è rimasta aperta anche se tutti voi avete potuto interagire con noi solo in modalità remota”.

Sono le parole di Rita Elia, preside dell’istituto ‘Vittorio Emanuele’ di Catanzaro. La dirigente ha voluto in queste ore rivolgersi a tutta la comunità scolastica attraverso una lettera con la quale ha voluto incoraggiare e ringraziare tutti i protagonisti della scuola.

“Io, il Dsga, gli assistenti amministrativi, i collaboratori scolastici, seppur con turnazioni, abbiamo lavorato per garantire l’attività ordinaria ed il rispetto delle scadenze e così continueremo a fare. In questo momento buio per l’intero Paese e per ognuno di noi mi sento di ringraziare voi tutti dal più profondo del mio cuore. Ho sempre detto che la scuola è una famiglia e come ogni famiglia che si rispetti stiamo facendo tutti la nostra parte”.

“So benissimo che siete impegnati ad inventarvi un nuovo modo di fare lezione e che la didattica a distanza vi sta facendo impazzire- prosegue rivolgendosi ai docenti- ma sono anche consapevole che state dimostrando spiccate capacità e volontà formidabile. Siete tutti nei miei pensieri e mi auguro di poter raggiungere molti di voi nei prossimi giorni”.

E poi la conclusione dedicata agli studenti:

“I miei ragazzi, infine, fanno sentire fortissima la loro mancanza. Entrare in una scuola vuota e silenziosa vi assicuro non è una bella esperienza. Ragazzi, la scuola vive di relazioni ed è fatta di relazioni. Nella scuola ci si incontra, ci si guarda negli occhi si condividono speranze e sogni. Cercate di fare tesoro di questo inaspettato e doloroso stand-by con la certezza che andrà tutto bene”.

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