Mafie, docente: "Emergenza coronavirus non ferma memoria"

Mafie, docente: “Emergenza coronavirus non ferma memoria”

Un video per ricordare giornalista Giancarlo Siani
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MILANO – Sul balcone, mamma, figlia, un fiore giallo e uno striscione su cui sono disegnate un’auto, una Mehari verde per la precisione, e una scritta: ‘La memoria non si ferma’. Con un video, Martina Antoci, docente e mamma milanese, ha voluto ricordare Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalla camorra a soli 26 anni il 23 settembre 198 (la Mehari era la sua auto), attualizzando il messaggio del cronista in questi giorni di emergenza sanitaria:

“Lui è il nostro fiore. Su di lui abbiamo lavorato con le nostri classi per buona parte dell’anno- racconta Antoci, che poi menziona l’incontro che diverse scuole milanesi avrebbero dovuto avere con il fratello Paolo Siani, dopo ore di laboratorio di giornalismo con diregiovani.it– ma non sarà questo virus a fermare la nostra memoria. In questi giorni ho pensato moltissimo a cosa avrebbe fatto Giancarlo Siani. Probabilmente sarebbe andato in lungo e in largo per dare informazioni corrette e non fake news. Penso anche che si sarebbe indignato a sentire chiamare eroi i nostri medici, così come spesso viene fatto per le vittime delle mafie. Credo che tutti loro rifiuterebbero questo appellativo perché sono persone che stanno facendo con coscienza il proprio dovere. Cosa che dovrebbe fare ciascuno di noi nel proprio quotidiano. E il fatto di rischiare la vita negli ospedali è legata alla politica scriteriata di questi anni che ha tagliato i servizi. Penso che questo Giancarlo Siani lo avrebbe detto, che noi stiamo vivendo questo prezzo. E mi permetto di dirlo perché, avendo letto tantissimo di lui, è come se lo conoscessi e lo sentissi vicino. Alcune volte mi sembra addirittura di vederlo andare a cercare notizie e poi, con la sua macchina di scrivere, riportarle su carta perché tutti sappiano qual è la verità”.

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