Reggio Calabria, a lezione di latino nelle classi virtuali

Reggio Calabria, a lezione di latino nelle classi virtuali

Al liceo Volta traduzioni e analisi dei testi si fanno insieme
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REGGIO CALABRIA – In tempi di emergenza educativa, anche il liceo scientifico ‘A. Volta’ di Reggio Calabria si è attivato con la didattica digitale a distanza. Dopo la chiusura delle scuole, l’istituto ha lasciato liberi i docenti di gestire il lavoro scegliendo gli ausili idonei, in base alle proprie competenze digitali, mentre sta organizzando l’attivazione di una piattaforma per uniformare l’intero istituto.

“Al momento, stiamo usando più canali di comunicazione- ha spiegato Antonia Laganà, docente di italiano e latino– io per esempio, avendo adottato in alcune classi libri di testo della Giunti, ho attivato anche la piattaforma della Treccani, offerta dalla casa editrice”.

Al liceo scientifico del capoluogo calabrese, che raccoglie un bacino d’utenza di oltre 1.300 iscritti con classi composte da circa 25 alunni, tra le piattaforme in uso ci sono We School, per le video-lezione sincrone; Skype, per le video-chiamate, il registro elettronico per l’assegnazione dei materiali necessari nello svolgimento dei compiti.

“Con i miei studenti- ha proseguito Antonia Laganà- ci diamo appuntamento due volte la settimana per la lezione di latino. La campanella suona alle 10 e buona parte di loro sono collegati già da qualche minuto, ci tengono ad essere partecipi. Il primo quarto d’ora scorre tra saluti ed informazioni personali su come stiamo e come trascorriamo le giornate, la lezione in sé non dura mai più di un’ora per non appesantire i ragazzi”.

Durante l’incontro con la classe virtuale, la docente spiega la lezione e, tra osservazioni ed interazioni con gli studenti, corregge gli esercizi svolti. Come compito per casa, viene assegnata una nuova versione, oggetto di analisi nella lezione successiva:

“Ciascuno studente legge e traduce una frase che correggiamo insieme, analizzando i costrutti che incontriamo. È importante che i ragazzi siano coinvolti e che facciano sentire la loro voce. Questa attività non può essere valutata sul piano del profitto, ma in modo positivo perché c’è la volontà e l’impegno dei ragazzi nell’essere presenti. Non metterò mai voti, a meno che io non riceva indicazioni in merito”.

“I ragazzi hanno capito la gravità della situazione- conclude la professoressa Laganà– e stanno dando prova di maturità, restando a casa. Trascorrono il tempo dando una mano in cucina, c’è chi svolge attività fisica nella propria stanza. Chi praticava sport a livello agonistico si è ritrovato senza scuola e senza l’allenamento quotidiano. Per loro è difficile, ma stanno accettando le regole”.

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