Fermo, scuola 'Da Vinci': "Siamo entrati in tutte le case"

Fermo, scuola ‘Da Vinci’: “Siamo entrati in tutte le case”

La professoressa Recchia: "Indispensabile contatto diretto"
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FERMO – “La scuola ha invaso la casa di tutti, prof e alunni”. Valentina Recchia, insegnante di lettere alla scuola media ‘Da Vinci’ non ha perso il contatto con i suoi ragazzi. Per loro c’è sempre. È diventata un punto di riferimento al di là delle lezioni. E ora più che mai, di fronte a dei pre adolescenti, ha capito quanto sia indispensabile il rapporto con ciascuno di loro:

“La dimensione umana è irrinunciabile. I ragazzi vogliono restare in contatto anche oltre la lezione. Stanno un po’ soffrendo la restrizione della libertà. Sarà una lezione di vita per loro. Hanno dovuto reinventarsi tutto in poco tempo. Hanno dovuto abituarsi alla tecnologia in una settimana. È un continuo chattarsi, chiamarsi. È anche un modo per stare uniti. È una prima volta collettiva, c’è bisogno di scambiarsi pratiche”.

Per Valentina Recchia le lezioni a distanza non sono state una novità:

“Le facevo anche prima. Da sempre ho usato le piattaforme. Avevamo già WeSchool. La piattaforma era un’integrazione della scuola fatta in presenza. Ora purtroppo succede che qualcuno scompare, che qualche alunno non si collega. Qualcuno si è smarrito. La dirigente ha fatto una circolare dicendo ai genitori che potevano chiedere i tablet della scuola in comodato d’uso ma non tutti si sono mossi”.

Per la professoressa Recchia la didattica a distanza ha chiaramente dei limiti:

“Ci sono tantissime incognite che da casa non possiamo misurare. Si ha la sensazione di camminare un po’ a tentoni. Ho cercato di riprodurre la routine della scuola. Ho privilegiato le materie ripetibili a casa. Ora bisognerà introdurre tutte le materie e la cosa si fa più difficile. La valutazione è semi impossibile”.

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