Coronavirus. Palermo, allo Zen la scuola in soccorso delle famiglie

Coronavirus. Palermo, allo Zen la scuola in soccorso delle famiglie

La preside: "Non potevamo fare lezione con le tavole vuote"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

PALERMO – “Non potevamo proporre lezioni, raccontare favole con le tavole vuote”. A parlare è Daniela Lo Verde, dirigente dell’istituto comprensivo ‘Giovanni Falcone’ allo Zen2. La sua è una di quelle scuole definite di frontiera. In questo momento l’emergenza sanitaria è diventata anche emergenza sociale. La chiusura di ogni attività, l’impossibilità di uscire di casa ha creato problemi economici soprattutto a chi già non aveva un lavoro o a chi aveva qualche occupazione occasionale. Impossibile chiudere gli occhi davanti a questa situazione. Preside e insegnanti hanno scelto di reagire, di andare oltre la didattica a distanza, di dare una mano concreta alle famiglie dei loro alunni.

“La mia idea di scuola è quella di essere una comunità. In questi giorni ho ascoltato- spiega Daniela Lo Verde- mamme disperate. Mai ho toccato con mano così tanta povertà. Anche chi lavorava in nero oggi non ha più nulla. I papà che vendevano frutta o facevano qualche altro piccolo lavoro per sbarcare il lunario ora non possono fare più nulla. A quel punto ci siamo guardati in faccia”.

La dirigente e i docenti in prima battuta hanno pensato di organizzarsi portando sacchetti di spesa nelle case ma il divieto di uscire avrebbe reso tutto ciò impossibile. A quel punto è stata la preside ad avere l’idea di fare una raccolta fondi mettendo a disposizione il conto corrente della scuola per poi dare alle famiglie dei voucher da 50 euro da spendere al Centro Olimpo.

L’hanno chiamato ‘Effetto Coronavirus’ e sulla pagina Facebook spiegano:

“La nostra scuola scende in campo per venire incontro alle famiglie disagiate che vivono nel quartiere promuovendo una raccolta fondi che servirà ad acquistare una spesa solidale. La distribuzione avverrà attraverso un elenco segnalato da enti istituzionali del territorio”. I primi ad ‘autotassarsi’ sono stati la stessa dirigente e gli insegnanti. “Stamattina abbiamo dato i primi buoni. Ho pianto- spiega la preside– vedendo le foto dei miei alunni con la spesa”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

Le notizie del sito diregiovani sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «diregiovani.it» e l'indirizzo “ www.diregiovani.it