Che cos’è la rete 5G? È davvero pericolosa?

La tecnologia di quinta generazione NON è legata al coronavirus
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Con la pandemia di coronavirus che sta mettendo in ginocchio il mondo, la comunità scientifica sta cercando di identificare la fonte dell’infezione. La più probabile delle ipotesi è che si tratti del fenomeno di spill over, ovvero quando un agente patogeno prima in circolo solo nel mondo animale fa un “salto di specie” e inizia ad infettare l’uomo.
Eppure, dal nascere dell’epidemia, sono molte le teorie “complottistiche” che hanno cercato di trovare una spiegazione più sensazionalistica al virus. Tra queste fake news, ad esempio, un esperimento di laboratorio, la provenienza extraterrestre e, in ultimo, una qualche connessione con la nuova rete 5G.

Ma che cos’è la rete 5G? E perché non ha a che fare con il coronavirus?

Rete 5G

Con 5G si intende la quinta generazione di tecnologia cellulare. Un salto importante a livello di prestazioni e, soprattutto, di velocità del traffico dati.

Tra le implementazioni più importanti, il passaggio da 4G a 5G comporta una velocità dei dati da 10 a 100 volte più veloci. Si parla di velocità di download dell’ordine dei gigabit al secondo (Gb / s), molto più elevate delle velocità di decine di megabit al secondo (Mb/s) di 4G.

Semplificando, tra i benefici del 5G ci sarebbe la possibilità di scaricare un film sullo smartphone in pochi secondi.

Per non congestionare il traffico dati, il 5G si appoggia a frequenze più alte rispetto a quelle utilizzate fino ad oggi, che rientrano nell’ordine delle microonde.

Perché si pensa sia pericoloso per la salute?

Il 5G genera le cosiddette radiazioni non ionizzanti. Se alzate un sopracciglio leggendo la parola “radiazioni”, sappiate che si tratta dello stesso tipo che generano tutte le forme di segnali radio. Tutto. Dai telefoni cellulari, ai segnali per le trasmissioni TV o per le radio.

C’è da fare una importantissima considerazione. Non bisogna confondere le radiazioni non ionizzanti con le radiazioni ionizzanti. E’ stato provato scientificamente che queste ultime possono essere dannose per la salute umana. Le radiazioni ionizzanti sono quelle in grado di “rompere” (ionizzare) i legami chimici delle nostre cellule. Ad esempio, quelle dei raggi x.

Tuttavia, le radiazioni non ionizzanti non si conoscono a fondo. Da diversi anni sono in corso numerosi studi scientifici per capire come si comportano sulla salute umane. Questa incertezza ha fatto sì che prendessero piede numerose teorie sulla possibilità che possano causare danni all’uomo.

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Autore: Gloria Marinelli
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